Truffa pensioni
Scoperta famiglia
di falsi invalidi

07.11.2019

VICENZA. I finanzieri del comando provinciale di Vicenza hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il locale Tribunale, cautelando somme di denaro ed un bene immobile nella disponibilità di tre soggetti di 66, 40 e 69 anni, appartenenti allo stesso nucleo familiare che percepivano pensioni di invalidità. In particolare, dopo una indagine, i finanzieri della Compagnia di Vicenza hanno denunciato i tre di origini straniere per ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

 

Gli accertamenti hanno riguardato la percezione da parte dei tre di pensioni di invalidità civile erogate dall’Inps e di altri emolumenti elargiti da altri enti pubblici, a fronte di patologie gravemente invalidanti: cecità assoluta, cardiopatia e menomazioni mentali, tali da impedire, almeno all’apparenza, lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa da parte dei tre indagati. Le attività di indagine, svolte dalle Fiamme Gialle vicentine e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, si sono sostanziate nell’effettuare pedinamenti, sopralluoghi, acquisire informazioni e atti presso pubblici uffici, il tutto teso a ricostruire l’effettivo stile di vita quotidianamente tenuto dai tre soggetti finiti sotto la lente di ingrandimento dei militari delle Fiamme Gialle. Sono state inoltre acquisite ed analizzate da personale medico specializzato le cartelle cliniche ed altra documentazione sanitaria riferita ai tre soggetti. Gli esiti di questi ultimi accertamenti, condotti mediante il supporto specialistico, hanno messo di evidenza l’incoerenza tra le patologie lamentate dai tre soggetti indagati ed il loro quotidiano stile di vita, permettendo di accertare che le somme corrisposte per l’invalidità patita da ciascuno erano da considerarsi percepite illegittimamente.

 

Le conclusioni hanno portato alla denuncia dei tre ed hanno formato oggetto di una richiesta di applicazione di misure cautelari reali volte a bloccare, mediante sequestro, l’indebito profitto percepito a partire dal 2015. A fronte di questa proposta, l’Autorità Giudiziaria Berica, aderendo alle considerazioni espresse dagli ufficiali di polizia giudiziaria, ha emesso un decreto di sequestro preventivo che ha investito i conti correnti riconducibili agli indagati e quote di immobili di proprietà degli stessi per un ammontare pari ad oltre 90.000 euro. Al riguardo, nel corso dell’esecuzione del provvedimento di sequestro, i militari della Guardia di Finanza di Vicenza hanno rilevato l’esistenza di un trust in cui erano confluiti una serie di fabbricati di proprietà di uno degli indagati proprio per sottrarlo al patrimonio sequestrabile. Questo istituto, infatti, tipico dell’ordinamento anglosassone, consiste nell’alienazione della mera proprietà dei beni riconducibili ad un soggetto in favore di un ente giuridico appositamente costituito, garantendone, tuttavia, la piena fruibilità da parte del cedente. In questo caso, gli approfondimenti condotti dai militari operanti hanno permesso di evidenziare come la costituzione del trust, istituito con atto notarile a maggio scorso, fosse stata pianificata al solo fine di impedire l’esproprio degli immobili da parte dell’Autorità Giudiziaria, simulandone l’alienazione.

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