Processo BpVi
torna a Vicenza
Zonin in aula

L'ex presidente della BpVi Gianni Zonin, oggi in aula a Vicenza. COLORFOTO
L'ex presidente della BpVi Gianni Zonin, oggi in aula a Vicenza. COLORFOTO
10.07.2019

VICENZA. Dopo mesi di udienze nell’aula bunker di Mestre, oggi il processo per il crac della Banca Popolare di Vicenza è nuovamente approdato nella sede propria, quella del tribunale vicentino di Borgo Berga. Fra imponenti misure di sicurezza - polizia con il reparto mobile, carabinieri e anche gli artificieri della polizia arrivati da Venezia - il processo si è tenuto nella più piccola delle aule, senza peraltro problemi di sovraffollamento. Erano presenti sia l’ex presidente della banca Gianni Zonin che il componente del consiglio di amministrazione Giuseppe Zigliotto che hanno quasi sempre presenziato alla fase del dibattimento.

 

Fra i testi ascoltati oggi dal nuovo collegio giudicante, anche l’ex sindaco di Lugo Robertino Capozzo, commercialista, che ha spiegato come nel 2014 gli venne chiesto di «fare un favore alla banca» accettando di intestare a sé cinquecento mila euro di azioni della Popolare. «Mi avevano detto - ha aggiunto - che per me sarebbe stata una operazione neutra, a costo zero». Il riacquisto delle azioni, pur promesso, non è più avvenuto, si sono susseguite le svalutazioni dei titoli e poi lo scandalo seguito all’emergere dell’indagine. Dal 2014 Capozzo è segnalato alla centrale rischi della Banca d’Italia e non può avere finanziamenti, si presenta quindi anche come parte civile nel processo. «Operazioni di quella portata e vastità - ha riferito in aula - non potevano essere messe in atto senza che i vertici della banca sapessero o avessero autorizzato». 

 

CORRELATI
1 2 3 4 5 6 >