«Mancata fusione
con Veneto Banca
causa del crollo»

L'ex presidente BpVi, Gianni Zonin. COLORFOTO
L'ex presidente BpVi, Gianni Zonin. COLORFOTO
11.07.2019

VICENZA. Una nuova puntata del processo per il crac della Banca Popolare di Vicenza è andata in scena oggi al tribunale di Borgo Berga. E anche oggi, in aula, era presente l'ex presidente Gianni Zonin, che è anche tornato a parlare con i giornalisti: «Se fossimo diventati una grande banca non saremmo qui oggi: è mancato l'orgoglio veneto...». Il riferimento è alla mancata fusione con Veneto Banca. Un sogno sfumato che secondo Zonin avrebbe salvato i due istituti. «Ho avuto fiducia in quelli che hanno controllato la banca, ma purtroppo qualcosa non ha funzionato - ha aggiunto -. Però molto è anche dipeso dal fatto che non siamo riusciti, e qui forse la colpa è anche mia, a convincere Veneto Banca che era indispensabile una fusione per diventare una banca di dimensione europea». La mancata fusione da un lato, la legge sulle Popolari dall'altro i due elementi che, secondo l'ex numero uno della BpVi, hanno innescato il crollo. 

 

Tutti i particolari e l'intervista a Gianni Zonin sul Giornale di Vicenza in edicola venerdì 12 luglio

 

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