Il virus morde
ancora: crescono
i ricoverati

Crescono al San Bortolo i letti occupati
Crescono al San Bortolo i letti occupati
Franco Pepe14.09.2020

Dodici ricoverati-Covid al San Bortolo e otto al Santorso, secondo il bollettino di ieri dell’Azienda Zero. Un uomo di 63 anni, sofferente di patologie pregresse, intubato in rianimazione a Vicenza. Dieci malati in malattie infettive dove il turnover, fra chi arriva e chi esce, sta diventando rapido. Due pazienti nei letti della terapia semi-intensiva appena attrezzati di pneumologia. Una donna di 91 anni, ospite di una casa di riposo, è deceduta nelle ultime ore, a dire il vero non di Covid ma con il Covid, ma erano almeno due mesi che nell’Ulss 8 non si registrava un decesso collegabile anche al coronavirus. Un balzo, poi, di nuovi casi. In una settimana 94 positivi su oltre 5.500 tamponi. E quasi 500 persone in quarantena. I ricoverati, tranne qualche grande anziano, hanno fra i 60 e 65 anni. I nuovi casi positivi sono per lo più giovani e giovanissimi, asintomatici, che si gestiscono da soli in isolamento. Non è ottimista il primario di malattie infettive Vinicio Manfrin: «Questa grande circolazione fa pensare male per questo inverno».  

 

Il direttore generale Giovanni Pavesi ha convocato in ospedale per un cheek-up del nuovo (e inatteso) corso post-estivo della pandemia l’unità di crisi dell’Ulss Berica che non si riuniva da giugno. È il momento di riprendere in mano tutta la filiera anti-coronavirus. Il timore è che nelle prossime settimane ci sia un sostanziale incremento. E bisogna probabilmente prepararsi nuovamente all’apertura di posti-letto dedicati. Fra i discorsi che la task force dovrà affrontare l’eventuale impiego da subito di strutture-Covid straordinarie per fronteggiare l’aumento di casi sintomatici della malattia.