Il virus accelera
Cina, italiani
verso il rientro

28.01.2020

Ore 11,30.  La diffusione del Coronavirus di Wuhan accelera: la Commissione sanitaria nazionale cinese ha detto nei suoi aggiornamenti quotidiani che i casi d'infezione accertati sono saliti a 4.515 unità, quasi raddoppiati in 24 ore sulle 2.744 unità di ieri.

E l'Oms ammette dichiara che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è "elevato"

Allo stato, ci sono quasi 7.000 casi sospetti in attesa di conferma. La commissione ha confermato, invece, i 26 nuovi decessi che portano a quota 106 totali. 

Il suo tasso di diffusione e confrontabile a quello della Sars e della pandemia influenzale del 2009. Lo segnala la rivista Nature sul suo sito.

 

IL VIDEO DELLA CITTA' "FANTASMA" DI WUHAN

 

OMS.  L'Organizzazione mondiale della sanità ammette l'errore e dichiara che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è "elevato", non "moderato" come aveva scritto negli ultimi rapporti. In quello più recente, infatti, l'organismo dell'Onu rileva un rischio "molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale".

Potrebbe essere un preludio alla dichiarazione di "emergenza globale" da parte della stessa Oms". Lo afferma all'ANSA il direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, Gianni Rezza. E' però, afferma, «anche una decisione politica nei confronti della Cina».

 

GLI ITALIANI A WUHAN. Esclusa per gli italiani bloccati l'idea di un «trasferimento via terra, che implica quarantene piuttosto complesse», la Farnesina sta valutando insieme anche con altri soggetti tra cui l'istituto Spallanzani, il ministero della Sanità e il centro interforze l'idea di un trasferimento aereo», che comunque «sarà complesso». Lo ha detto il capo dell'Unità di Crisi Stefano Verrecchia, a Unomattina. «Siamo sempre in contatto con i connazionali - ha detto - che sono circa una settantina in buone condizioni di salute».

 

L'EPIDEMIA. Il tasso di diffusione del coronovirus in Cina «è simile a quello di altre importanti epidemie», rileva Mark Woolhouse, epidemiologo dell’università di Edimburgo, intervistato da Nature. Un altro quesito irrisolto rimane la contagiosità di chi, pur avendo il virus, è asintomatico. In una famiglia di Shenzen con 5 persone ammalate, è stato identificato infatti un bambino che non mostrava i sintomi ma era stato contagiato dal virus: se i casi asintomatici fossero comuni e possono diffondere il virus 2019-nCov, rilevano i ricercatori, fermarne la diffusione sarà molto più difficile.

 

IL VIDEO: E' UN REBUS L'ORIGINE DELL'EPIDEMIA

 

IN FRANCIA. È previsto per dopodomani un primo rimpatrio di cittadini francesi da Wuhan. «Un primo aereo di rimpatrio partirà domani da Parigi per rientrare probabilmente giovedì, con persone che non presentano sintomi», ha dichiarato il segretario di Stato ai Trasporti, Jean-Baptiste Djebbari, ai microfoni di CNews. Djebbari ha aggiunto che ci sarà successivamente un "secondo volo", con date ancora da determinare, «con persone potenzialmente affette dal virus».

 

CINA: «RIDURRE I VIAGGI». In considerazione dell'epidemia del nuovo coronavirus, i cittadini cinesi sono inviati a evitare i viaggi all'estero per garantire "salute e sicurezza" di cinesi e stranieri. E' il messaggio della National Immigration Administration cinese, secondo cui la riduzione dei movimenti trans-frontalieri può aiutare a prevenire e controllare la diffusione della polmonite causata dal coronavirus 2019-nCoV, il cui focolaio è stato trovato a Wuhan. In una nota, l'amministrazione chiede di «spostare i viaggi all'estero non necessari».

   

 

IN GERMANIA. C'è un primo caso confermato di coronavirus cinese in Germania, nello stato sudorientale della Bavaria. Lo rendo noto il ministero della Salute bavarese. «Un uomo della zona di Starnberg è stato infettato dal nuovo virus» ed «è stato posto sotto controllo medico e in isolamento» ha spiega un portavoce del dicastero. 

Si tratta di un imprenditore rimasto contagiato dal contatto con un'ospite cinese ricevuta nella sua impresa. Lo scrive la Dpa. La donna, proveniente dalla Cina, si trovava nel distretto di Starnberg, in Baviera, per una sessione di aggiornamento alla Webasto. Sarebbe il secondo caso al mondo di trasmissione del virus fuori dalla Cina, dopo quello in Vietnam. Tutti gli altri contagiati di cui si ha notizia erano stati recentemente in Cina.

 

HONG KONG. Hong Kong ha deciso di bloccare i collegamenti dei treni ad alta velocità e dei traghetti con la Cina continentale dal 30 gennaio, negli sforzi per fermare la diffusione del coronavirus di Wuhan. Indossando una mascherina verde protettiva, la governatrice Carrie Lam ha detto di vedere "ingiustificata" la chiusura totale delle frontiere con la Cina, aggiungendo però che sarà dimezzato il numero totale dei voli transfrontalieri.

I permessi individuali per i viaggi, ha detto in un briefing con i media, saranno sospesi.

 

IN GIAPPONE. Nuovo caso di contagio da uomo a uomo del coronavirus, stavolta in Giappone dove un uomo che non ha viaggiato di recente in Cina ha contratto il nuovo virus dopo aver fatto da guida per dei turisti cinesi arrivati da Wuhan, dove è iniziata l'epidemia.

Lo hanno reso noto le autorità nipponiche.

L'uomo, sulla sessantina, di Nara, nel Giappone occidentale, è ricoverato da sabato. In totale sono sei i casi registrati finora in Giappone.

 

Ore 8. Il nuovo coronavirus di Wuhan ha causato finora 106 morti, di cui 100 nella sola provincia di Hubei: sono gli ultimi aggiornamenti forniti dalle autorità cinesi, secondo cui i nuovi casi di contagio registrati sono stati quasi 1.300.

 

Alle 82 vittime registrate fino a ieri si sono sommate le 24 annunciate oggi dalla Commissione sanitaria dell'Hubei, che portano il bilancio nella provincia centrale cinese da dove è partita l'epidemia a quota 100.

In aggiunta, i nuovi casi accertati sono stati 1.291, spingendo il totale su scala mondiale con il coinvolgimento di una dozzina di Paesi (da ultimo anche la Germania), oltre quota 4.500.

 

Soltanto nell'Hubei i casi sono stati 2.714, di cui 2.567 trattati con il ricovero ospedaliero e 47 nel frattempo dimessi dopo le relative cure.

 

Finora sono 30 le città e le province cinesi che hanno lanciato il 'livello 1' d'allerta sul responso all'emergenza del coronavirus, mentre Hong Kong ha deciso il suo "livello più alto" di risposta alla crisi.

CORRELATI