L’addio a Mirco
e la lettera
dell’investitrice

Giulia Armeni03.12.2016

Cavalli e moto, le passioni di Mirco, la vita di Mirco. E, strette a lui, ad accompagnarlo nell'ultimo viaggio terreno, mamma Marinita, papà Mario, il figlioletto Danny, il fratello Manuel, la moglie Marzia e, naturalmente, la sua nuova fidanzata, Arianna Gottardo.

Lei era con lui nel momento dell'incidente, con lui fino alla fine, in sella alla sua motocicletta, con cui, assieme a una trentina di amici bikers, è arrivata fin davanti alla chiesa di Lugo per il funerale.

C'erano tutti, ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, per l'addio a Mirco Ronzani, il 39enne autotrasportatore di cavalli morto lo scorso 28 novembre dopo 18 giorni di ricovero in coma nel reparto di rianimazione dell’ospedale “San Bortolo” di Vicenza.

IL DRAMMA. Il 10 novembre, mentre usciva da una pizzeria in via Santa Maria a Madonnetta di Sarcedo, dopo quella che si è trasformata nella sua ultima cena in compagnia di Arianna, era stato investito dalla Fiat Punto guidata da Bruna Grolla, 43 anni, di Sarcedo, ed era entrato in coma, senza più riprendersi nonostante due operazioni. Ieri assieme al migliaio di parenti, amici, conoscenti che la chiesa non poteva contenere tutti, stipati tra il sagrato e il belvedere, non c'era anche l'investitrice, che la Procura della Repubblica ha messo sotto inchiesta per omicidio stradale.

LA COMMOZIONE. Non era presente fisicamente, ma con un'accorata lettera ha voluto chiedere, a modo suo, scusa e perdono. «Non ho la forza né il coraggio di essere lì – ha pronunciato don Giovanni Dal Ponte leggendo le righe scritte da Bruna Grolla – Non conosco gli intrecci segreti che la vita opera ma mi dispiace profondamente aver interrotto quella tua. Ci siamo incontrati nel peggiore dei modi. Non so dove andrai Mirco - continuano le parole addolorate di Bruna Grolla - Ti immagino in sella al tuo cavallo o a guidare la tua moto, ma ciò che è certo è che resterai nel mio cuore e nella mia anima per sempre». Un legame inevitabile dopo una tragedia che ha distrutto tre famiglie: quella di Mirco, quella della giovane fidanzata Arianna salvata da Mirco spingendola sul marciapiede prima di essere investito dall’auto e quella della sarcedense che era alla guida della Panda.

LA GENEROSITÀ. «La vita di Mirco non finirà mai, il suo cuore continuerà a battere ancora, quaggiù», ha incoraggiato il parroco, ricordando il generoso atto di Ronzani, come deciso dalla famiglia, che se n'è andato donando gli organi, il cuore, i polmoni, il fegato e i tessuti. A omaggiarlo, lui che in vita era stato anche donatore di sangue, c’erano alcuni gonfaloni dei gruppi Aido e Fidas del circondario. Ma su tutto c’era il raduno delle moto degli amici bikers che hanno seguito il corteo funebre fin dalla cartiera Burgo per poi, all'uscita del feretro dalla chiesa, coprire pianto e lamenti con il rombo dei potenti mezzi. Sulla motocicletta di Mirco, nel suo ultimo giro, c'era Arianna. Ma fuori dalla chiesa ad aspettare Mirco c’erano anche i cavalli, due, in un ultimo, toccante e simbolico saluto al 39enne e al suo “Blankito”, l'animale, perfettamente sano, che è morto improvvisamente pochi giorni dopo l'incidente che ha strappato alla vita l’autotrasportatore. La sua vita è finita in una stanza di ospedale, ma in chi gli ha voluto bene il suo ricordo rimarrà per sempre.

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