Salvini per Tisato: «Meno multe più controlli»

L’arrivo del Ministro degli Interni, che ha supportato la candidata della Lega .  FOTOSERVIZIO STELLA CISCATOGli immancabili selfie con i sostenitori
L’arrivo del Ministro degli Interni, che ha supportato la candidata della Lega . FOTOSERVIZIO STELLA CISCATOGli immancabili selfie con i sostenitori
Karl Zilliken 14.05.2019

«Speriamo che gli alleati di governo non sbandino a sinistra». Pronti via, e Matteo Salvini in piazza Statuto a Schio fa subito capire che i primi da cui guardarsi nel processo di «cambiamento dell’Italia e dell’Europa» sono proprio i colleghi di governo del Movimento Cinque Stelle. E mentre «un migliaio» di simpatizzanti del Carroccio, secondo il comandante della polizia locale, era davanti al Comune in attesa del ministro dell’Interno, in piazza Rossi, «200» tra cittadini, rappresentanti dei centri sociali e studenti manifestavano il loro dissenso: «Schio non si lega», lo striscione appeso sulle scale del duomo. SALVINI. Le mille persone arrivate da tutto l’Alto Vicentino in una città blindata per ascoltare il “capitano” hanno dovuto aspettare circa un’ora e mezza per una decina di minuti di mitraglia elettorale salviniana con una carrellata su tutti i successi in quota leghista del “governo del cambiamento”: «Per spacciatori, stupratori e scippatori c’è solo il ritorno a casa loro, per questo ho chiuso i porti». Poi, la legge Fornero: «La smontiamo pezzo per pezzo e “Quota 100” aprirà molte opportunità ai ragazzi vicentini, così come la flat tax al 15% agli artigiani, già operativa. O si riducono le tasse agli imprenditori o non c’è futuro. E poi c’è la Pace fiscale, per liberarci dalla gabbia di Equitalia. Hanno già aderito in 1,7 milioni». Salvini, quindi, ha spostato il mirino su quello che ancora resta da fare: «Dobbiamo fare un applauso a chi indossa la divisa e fa un lavoro straordinario. Nel decreto sicurezza, sono previste pene più severe per chi mette le mani addosso a poliziotti o carabinieri. Io voglio un paese più civile e rispettoso. Una lezione che hanno dato i 500 mila alpini che hanno lasciato Milano più pulita di come l’hanno trovata». L’obiettivo del vice-premier era alimentare le speranze della candidata sindaco leghista, Ilenia Tisato: «Abbiamo bisogno di sindaci concreti, efficienti e che parlino poco, occupandosi di strade e scuole. Vorrei che usassero la polizia locale meno per le multe e più per i controlli nei negozi che, magari, non sono gestiti dai vicentini. Chi il prossimo 26 maggio sceglierà la Lega, farà una scelta ben precisa: tutti i contributi che usciranno dalle casse comunali andranno prima agli italiani». Prima di Salvini sul palco c’è stata una sfilata dei candidati sindaci leghisti dell’Alto Vicentino, con il ministro per le Autonomie Erika Stefani: «Io farei una foto di questa piazza e la farei vedere ai Cinque Stelle per chiedere cosa aspettano ad approvare la “nostra” autonomia. Di alternative vere non ne ho sentite e l’ha votata la gente». Con lei, il presidente del consiglio regionale, Roberto Ciambetti: «Facebook ci censura perché siamo determinati»; l’eurodeputata Mara Bizzotto e il consigliere regionale Maurizio Colman: «Qui non abbiamo paura nemmeno degli Orsi», ha scherzato. LA CONTESTAZIONE. Il ritrovo di chi Salvini non avrebbe voluto ospitarlo era fissato un’ora prima del comizio leghista. Dalle 18, in piazza Rossi, si sono radunati in 200: «Schio non ti vuole - gridano dal megafono -. Siamo in un territorio che accoglie e non vuole la retorica di esclusione e discriminazione. Schio rifiuta il messaggio di Salvini e della Lega, un partito che ha portato la distruzione della sanità pubblica come si vede con l’ospedale di Santorso e del territorio, come con la Pedemontana». E a proposito di chi, dopo il rinvenimento a Trissino di rifiuti speciali nel cantiere della Pedemontana avrebbe dichiarato «è solo un po’ di amianto», il centro sociale Arcadia ha scaricato del letame biologico davanti alla sede della Lega in via De Pinedo con un cartello chiaro: «È solo un po’ di m...». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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