Blitz, ispezioni e querele Natale al veleno in paese

Blitz dei carabinieri in municipio.  FOTO DONOVAN CISCATO
Blitz dei carabinieri in municipio. FOTO DONOVAN CISCATO
Mauro Sartori 14.01.2020

Prima i controlli a sorpresa sul trenino che scorrazza per le vie del paese nel “Christmas train” di domenica 15 dicembre. Poi un blitz dei carabinieri in municipio per verificare alcune documentazioni presenti nei computer attivi nel palazzo comunale. Infine le querele, presentate o perlomeno annunciate da cogollesi che si sarebbero sentiti presi di mira da alcuni familiari del sindaco a seguito di commenti sui social legati a queste intricate vicende. Che il clima a Cogollo sia elettrico è poco ma sicuro. E siamo solo agli inizi di una campagna elettorale che si preannuncia infuocata visto che a maggio ci sono le amministrative. Scintille ce n’erano già state in passato ma l’arrivo dei militari in divisa durante la manifestazione del 15 dicembre, già rinviata due volte a novembre a causa del maltempo e promossa dalla sola amministrazione comunale, dopo che in seno alle Pro loco c’erano state dimissioni ai vertici, per controllare se patente, libretto e documenti erano in regola per far circolare l’amato trenino dei bambini, ha fatto scoppiare il pandemonio. «Non posso dire chi abbia mandato i carabinieri - aveva affermato il sindaco, Piergildo Capovilla -, ma ho il mio pensiero. Certo, è stata una cosa vergognosa, un tentativo di rovinare il “Christmas train” che il Comune ha voluto realizzare a tutti i costi, e interrompere la gioia di tanti bambini che erano già sul trenino per fare il giro». Il primo cittadino non fa nomi ma il riferimento a qualche rivale politico sembra sottinteso. C’è chi si spinge oltre, come suo figlio, una nipote e altri che sui social postano accuse più circostanziate. E vengono querelati da chi si sente preso di mira e respinge al mittente ogni accusa di aver voluto ostacolare premeditatamente l’effettuazione della festa. La battaglia rischia dunque di spostarsi dal centro storico all’aula del tribunale. Ma c’è un altro sviluppo: i carabinieri della stazione di Piovene Rocchette si presentano successivamente in municipio e chiedono di consultare i computer in dotazione per fare alcune verifiche. «Non avevano un mandato e non so per cosa siano venuti ma così non si può andare avanti», sbotta il sindaco. «Normali controlli, come ne vengono effettuati anche in molte altre manifestazioni», spiegano al comando della Compagnia di Schio, confermando che riguardano gli allestimenti degli eventi natalizi. Autorizzazioni o altro legate al trenino? L’ipotesi regge e il sindaco si sente preso tra due fuochi, solo per aver voluto comunque fare un evento cancellato due volte: «Non si poteva non fare. Non si poteva mandare all’aria tutto il lavoro fatto dai contradaioli, che per sei mesi hanno creato gli addobbi». Un’edizione, quella 2019, ridotta rispetto al passato perché alcuni espositori avevano preso impegni altrove in quella data, ma assai seguita dal pubblico che non ha mancato di riempire le vie del paese. In attesa degli sviluppi giudiziari, se ci saranno, i cogollesi possono stare certi che in campagna elettorale non si annoieranno. • © RIPRODUZIONE RISERVATA