A31 a Rovereto e senza casello Sindaci in rivolta

Il casello di Piovene Rocchette dove al momento si ferma l’autostrada Valdastico. ARCHIVIOUn momento dell’incontro di ieri in municipio a Cogollo. ZILLIKEN
Il casello di Piovene Rocchette dove al momento si ferma l’autostrada Valdastico. ARCHIVIOUn momento dell’incontro di ieri in municipio a Cogollo. ZILLIKEN
Karl Zilliken 17.05.2019

«Se la Valdastico nord arriverà a Rovereto non ha senso sacrificare il nostro territorio e non la vogliamo più». Sono stanchi e arrabbiati i sindaci di Cogollo, Piergildo Capovilla, Valdastico, Claudio Guglielmi e Pedemonte, Roberto Carotta. Non meno infuriato quello di Piovene, Erminio Masero, che non firma il documento unitario preparato ieri a Cogollo, che sarà inviato a Governo, Regione e ad Autostrade: «Aspetto risposte sulla mia viabilità, se non liberano il paese dalle auto, scenderemo in piazza in 8.500 e bloccheremo il traffico». Lo stress elettorale che stanno vivendo i sindaci uscenti di Piovene, Pedemonte e Valdastico, in questo caso non è un aspetto di poco conto o da trattare solo in ottica di par condicio: «Tre settimane fa ci hanno invitato in Provincia per un incontro con Autostrade e Regione, dove ci hanno sottoposto un progetto chiedendo una risposta nel giro di 15 giorni - spiegano-. Non sappiamo ancora se saremo sindaci e ci prendiamo una responsabilità del genere? Non abbiamo tempo da perdere: non si sa ancora dove andrà a finire l’autostrada, come facciamo a decidere il percorso?». Il problema, secondo i sindaci, è semplice: «Se, come prospettato nell’ultimo periodo, il tracciato prevedesse un tunnel da Sant’Agata a Piovene per poi arrivare direttamente in territorio di Pedemonte e rientrando verso Rovereto per noi la Valdastico Nord si può anche non fare. Perderemmo tutti i benefici economici e sociali del passaggio di un’autostrada che, quindi, ferirebbe solo il nostro territorio». A questa presa di posizione si uniscono le associazioni di categoria. «L’assenza del casello di Cogollo è una proposta irricevibile – valuta Roberto Travaglini di Confindustria Vicenza -. Così come ha sempre fatto specie l’idea dello sbocco a Rovereto sud. Risulterebbe un’opera digeribile solo se desse servizi ai cittadini e all’economia del territorio». Nerio Dalla Vecchia, alla guida del mandamento di Confartigianato rincara: «Siamo in una situazione di impasse vergognosa e c’è da risolvere un problema politico. Dovrebbe essere il governatore Zaia a farlo. Sotto l’aspetto tecnico c’è stato un enorme lavoro per trovare un tracciato condiviso, non si può buttarlo via». Ma se, alla fine, la spuntasse l’opzione Trento e venisse scartata quella di Rovereto? Resterebbero dei problemi. Capovilla non perde la speranza di vedere un casello a servizio dei 20 mila tir che ogni anno passano per Cogollo dalla zona industriale di Seghe: «Mentre per Piovene è prevista una bretella che aggiri l’abitato, un’analoga soluzione non c’è per Cogollo ed è necessaria». La preoccupazione di Guglielmi è invece Pedescala: «Non si tocca – afferma deciso -. La sacralità del luogo dell’eccidio batte ogni altra cosa. L’unica soluzione accettabile sarà il passaggio in galleria sotto la Val d’Assa». Carotta vorrebbe un «collegamento da Pedemonte all’area di Caldonazzo, i nostri giovani che scappano troverebbero possibilità per vivere senza lasciare il paese». Masero, infine, chiede la bretella prevista per il prolungamento della A31, ma anche la variante del Costo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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