No alle pietre d’inciampo «È una discriminazione»

La lapide sbiadita che ricorda i deportati scledensi nei lager.  R.T.
La lapide sbiadita che ricorda i deportati scledensi nei lager. R.T.
Rubina Tognazzi 27.11.2019

Bocciata la mozione presentata dalPd sul posizionamento di pietre d’inciampo dove risiedevano i deportati scledensi morti nei lager. «Queste iniziative rischiano di portare di nuovo odio e divisioni a Schio - afferma Alberto Bertoldo di “Noi Cittadini”, lista di maggioranza -. Occupiamoci di Schio e degli scledensi e lasciamo che le vittime riposino in pace». Renzo Sella, sempre del medesimo gruppo consiliare, sostiene: «Come possiamo pensare di ricordare solamente qualcuno, a discapito di altri? Non è forse questa un’altra forma di discriminazione? Temo che questa iniziativa venga strumentalizzata». Pietre d’inciampo in ricordo dei concittadini deportati da nazisti e fascisti. Era questa la proposta contenuta nella mozione presentata da Leonardo Dalla Vecchia, capogruppo Pd. «Perché il ricordo è destinato a sfumare, la memoria invece rappresenta qualcosa di vivo, un bene da preservare». La discussione in aula ha mantenuto toni pacati: «Non deve essere strumentalizzata, ma le vittime vanno ricordate tutte per un vero spirito di riconciliazione», dichiara Alex Cioni durante l’esposizione dell’emendamento alla mozione. «Un’occasione - continua Cioni - per dimostrare alla città intera che noi tutti vogliamo ricordare le vittime in maniera serena e rispettosa, perché le vittime, sia dei campi di concentramento, sia dell’Eccidio di Schio, sono uguali. Sono eroi tutti e vittime. Senza distinzione di categoria». Secondo Cioni, andrebbe sposata l’iniziativa delle pietre d’inciampo, ma con un’aggiunta per la città di Schio, inserendo anche tutte le vittime dell’eccidio di via Baratto. Dai proponenti però nessun cenno di apertura, in quanto «è un’iniziativa europea legata alla deportazione e alla Giornata della memoria - sostiene Dalla Vecchia -, è impensabile mutuare gli stessi punti per l’Eccidio». Stupito invece Giorgio De Zen di Coalizione civica: «Non so se si tratti di provocazione. Se esiste un patto di concorda civica, credo vada rispettato quello». Un argomento delicato, quindi, ma che non trova un accordo in consiglio comunale e la mozione viene bocciata dalla maggioranza, astenuta la Lega. Amareggiato Dalla Vecchia: «L’intento era quello di ricordare le 482 vittime dei lager, dei morti e di coloro che sono tornati. Se poi a Schio si ha paura di inciampare nel nome di un deportato, devo prenderne atto e me ne dispiace. Mi aspettavo dalla maggioranza una proposta di emendamento, che non ponesse una data fissa per il posizionamento delle pietre ma si rimandasse ad un futuro da definire, come accaduto a Vicenza dalla maggioranza, che non è di sinistra», conclude il capogruppo del Pd. Le polemiche, intanto, sono già scoppiate sui social, dove c’è chi mostra l’Omo illuminato di rosso per la giornata contro la violenza sulle donne, facendolo passare per “rosso di vergogna” per i suoi amministratori, e chi mostra la lapide dei deportati affissa sulle ex scuole “Marconi”, con “nomi ormai illeggibili e di cui stiamo perdendo la memoria”. • © RIPRODUZIONE RISERVATA