Operaio morto
Famiglia risarcita
con un milione

Il cantiere della Pedemontana a San Tomio dove avvenne l’incidente mortale
Il cantiere della Pedemontana a San Tomio dove avvenne l’incidente mortale
MA.CA.19.07.2019

MALO. Un milione di euro alla famiglia, ma ancora la nebbia sul fronte dell’inchiesta penale. Dopo oltre tre anni dalla morte di Sebastiano La Ganga, l’escavatorista spirato a 54 anni il 19 aprile 2016 a Malo nel cantiere della Superstrada pedemontana veneta, non si è ancora aperto alcun processo per accertare eventuali responsabilità. Spetterà al pm, dopo la conclusione delle indagini, fare le dovute valutazioni e rimettere al gip.

 

Nel frattempo, la vedova di La Ganga e i tre figli, assistiti dall’avvocato Nicola Mele, sono stati risarciti. «Ci siamo avvalsi di uno staff di consulenti e abbiamo fatto eseguire una perizia tecnica - spiega l'avvocato Mele -. Alla fine la famiglia La Ganga è stata completamente risarcita dall’assicurazione del consorzio Sis».

 

Il giorno della tragedia, il lavoratore, che era di origini messinesi ma viveva a Cornedo con i familiari, era entrato con un escavatore nel tunnel che sbocca a San Tomio. Improvvisamente, mentre stava lavorando, dalla volta della galleria si era staccato un enorme masso, il quale era caduto sulla macchina operatrice, senza lasciare scampo all’escavatorista. M.CA.

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