Al gelo e irregolari, sigilli al laboratorio

La stanza adibita a laboratorio priva di ogni norma di sicurezza. FOTOSERVIZIO CAROLLOI sigilli sul laboratorio posti dalla guardia di finanza
La stanza adibita a laboratorio priva di ogni norma di sicurezza. FOTOSERVIZIO CAROLLOI sigilli sul laboratorio posti dalla guardia di finanza
Matteo Carollo 17.12.2019

Costretti a lavorare al freddo, in postazioni anguste, con lampade al neon che pendevano pericolosamente sulle loro teste; in tre, poi, sono risultati irregolari in Italia. È la situazione accertata in un laboratorio tessile di Santorso dalla guardia di finanza del comando provinciale. I finanzieri hanno posto sotto sequestro l’esercizio, gestito da una cittadina cinese, che è stata denunciata. Si tratta di Fengjiao Luo, 45 anni, cittadina cinese residente a Treviso, titolare dell’impresa omonima di confezioni in via delle Prese 54. I sigilli sono stati convalidati dal giudice Maria Trenti. IL LABORATORIO. Il blitz dei finanzieri della tenenza di Schio, guidati dal capitano Rizzello, nello stabile che ospita l’attività ha permesso di appurare come i locali, dove si trovavano circa 20 postazioni di lavoro, fossero ampiamente privi delle condizioni di salubrità, igiene e sicurezza previste dal Testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. I finanzieri hanno verificato come la struttura fosse sprovvista di impianto di riscaldamento, con postazioni anguste e lampade pericolanti. Gli estintori non erano stati sottoposti alla regolare manutenzione, che impone la revisione ogni 36 mesi e un controllo ogni sei. La titolare, poi, non è stata in grado di esibire ai militari il Documento di valutazione dei rischi, un testo che ogni datore di lavoro è tenuto a redigere. Il laboratorio è stato posto sotto sequestro. È emerso inoltre come la titolare non avesse istituito il registro di carico e scarico dei rifiuti speciali: in base alle ricostruzioni dei militari, gli scarti delle lavorazioni tessili venivano smaltiti come semplici rifiuti urbani, anziché essere trattati da imprese specializzate, come disposto dalla legge. Per questo, alla ditta è stato notificato un verbale di accertamento in materia di polizia ambientale. La titolare è stata denunciata. IMMIGRAZIONE. Le fiamme gialle hanno inoltre accertato la presenza di tre cittadini - Zhayaun Cai, 53 anni, Rong Lin, 35, e Yuchun Zeng, 30 - privi di un permesso di soggiorno, nonché di inquadramento contrattuale e contributivo; due di questi, alla vista dei finanzieri, hanno tentato la fuga. Per i tre sono così partite le procedure di identificazione; il questore valuterà l’eventuale foglio di via dall’Italia. Dai primi accertamenti è emerso come uno degli irregolari avesse fornito alle autorità, nel tempo, quattro diverse generalità e come nel 2010 fosse già destinatario di un foglio di via emesso dal questore di Teramo e di un decreto di espulsione, entrambi non rispettati; per anni, hanno ricostruito gli inquirenti, si era spostato sul territorio nazionale, fornendo identità differenti per sfuggire ai provvedimenti a suo carico. I dipendenti irregolari e la titolare dell’attività sono stati segnalati alla procura, per immigrazione clandestina e per impiego di manodopera clandestina. IL PLAUSO. L’operazione ha ricevuto il plauso del governatore del Veneto Luca Zaia. «Esprimo il mio grazie, e quello di tutte le persone per bene – ha dichiarato Zaia -, agli inquirenti per questa operazione interviene su situazioni al di fuori dalla legge ma anche dalla dignità cui ha diritto ogni lavoratore». • © RIPRODUZIONE RISERVATA