Salvini lancia la Pavan: «Liberiamo Bassano e rifacciamo l’Europa»

Lo stato maggiore della lega sul palco applaude il leaderIl pubblico in piazza Libertà ieri sera per il comizio della Lega con il vicepremierL’abbraccio tra Matteo Salvini e la candidata sindaco Elena Pavan  FOTOSERVIZIO CECCON
Lo stato maggiore della lega sul palco applaude il leaderIl pubblico in piazza Libertà ieri sera per il comizio della Lega con il vicepremierL’abbraccio tra Matteo Salvini e la candidata sindaco Elena Pavan FOTOSERVIZIO CECCON
Enrico Saretta 14.05.2019

Matteo Salvini lancia Elena Pavan in piazza Libertà. Oltre un migliaio di persone nel cuore del centro storico ieri sera per il ministro dell’Interno e vicepremier, giunto in città per la tappa finale di un tour elettorale tra Lombardia e Veneto. Salvini è salito sul palco alle 21.37, giungendo dopo il comizio di Schio. Ad accoglierlo, al suono di “Nessun Dorma”, tutto lo stato maggiore leghista, a partire dal governatore del Veneto Luca Zaia, super applaudito, con a fianco i ministri Erika Stefani e Lorenzo Fontana, il capogruppo in Regione Nicola Finco, l’assessore Manuela Lanzarin, l’europarlamentare Mara Bizzotto, il deputato Germano Racchella e il sindaco di Vicenza Francesco Rucco. Protagonisti i candidati sindaco leghisti del territorio, con in prima linea ovviamente Elena Pavan. «Liberiamo Bassano del Grappa - è stato il grido lanciato da Salvini - e ci troveremo a festeggiare sul Ponte degli Alpini. Non è facile fare i sindaci di questi tempi, con tutta la burocrazia che c’è. Ma queste persone che si candidano ci mettono la faccia. Andiamo a vincere, e mandiamo a casa i “compagni” da Bassano e dall’Europa». Da Bassano, lo sguardo di Salvini si è spostato infatti anche all’Europa, quell’Europa che per il ministro dell’Interno è fatta da «banchieri e finanziari». «Un’Europa che dobbiamo abbattere con l’aiuto di tutti voi - ha detto - per poi ricostruirla. Io voglio un continente dove le donne abbiano gli stessi diritti degli uomini e dove non abbiano paura a mettersi una gonna». Da qui lo spunto per un altro suo cavallo di battaglia: «Per chi mette le mani addosso a una donna o a un bambino - ha rimarcato - c’è la castrazione chimica». Immancabile l’attacco all’immigrazione. Salvini ha lodato lo striscione alzato da un gruppo di giovani che ha portato uno striscione con la scritta “Più Salvini, meno clandestini”, provocando il boato della folla. «Questo striscione dobbiamo farlo vedere a Fazio - ha detto -. Da queste parti c’è qualche nonno che ha dato la via perché non passasse lo straniero e anche ora noi non vogliamo farli passare. Se anche a Bassano c’è chi vuole i porti aperti, ci dia il numero di conto corrente che gli spediamo a casa un po’ di clandestini. Se qualcuno qui ha la nostalgia dei porti aperti, ha trovato il ministro sbagliato». Pesante anche l’attacco agli alleati di Governo, quel Movimento Cinque Stelle con cui la Lega è oramai ai ferri corti. «Noi siamo gente di parola - ha affermato -. Mi piacerebbe che anche gli alleati mantenessero la parola data sull’autonomia». Durante il comizio del vicepremier, non è mancata qualche contestazione, con un gruppo di giovani che non ha esitato a lanciare impropri al ministro, il quale ha risposto senza mezzi termini: «Se volete cantare Bella Ciao andate a Sanremo». Il vicepremier ha parlato per 22 minuti, per la verità senza mai citare per nome la Pavan, che ha comunque abbracciato chiamandola «la sindaca». Ha iniziato con qualche problema di audio: «Avevo un microfono un po’ di sinistra», ha scherzato quando gliel’hanno cambiato. Alla fine si è concesso al pubblico per una lunga serie di selfie, rispondendo con il caratteristico invio di «un bacio» ad alcuni contestatori. •

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