La benedizione di Parolin al crocefisso

Il card. Pietro Parolin con Lino Agnini accanto al crocefisso
Il card. Pietro Parolin con Lino Agnini accanto al crocefisso
Riccardo Bonato 19.05.2019

L’onore di un ospite tanto illustre quanto inatteso. A far visita all’artista novese Lino Agnini è stato il cardinale Pietro Parolin. È accaduto qualche giorno fa, quando il Segretario di Stato di sua Santità Papa Francesco, si trovava a Schiavon per una visita alla sua famiglia. «È stato uno splendido momento che non mi attendevo di certo – spiega Lino Agnini – Il cardinale Parolin ha voluto vedere da vicino il crocefisso che ho realizzato da poco e destinato a una chiesa del Brasile». A dire il vero questa è la seconda volta che il Segretario di Stato del Vaticano si reca nell’atelier di Lino Agnini. «Venne qui due anni fa, era una serata fredda e piovosa, sostò a osservare alcune sculture e dipinti – spiega l’artista di origine pugliese ma novese d’adozione – Ma l’altro giorno il cardinale si è soffermato sul senso teologico dell’ultimo crocefisso, conferendogli un intenso significato». La nuova scultura di Lino Agnini partirà tra qualche giorno con destinazione Brasile. L’opera è di notevoli dimensioni: La croce misura 4,5 metri di altezza e 2 metri di larghezza, il corpo del Cristo ha invece una dimensione di 2,10 metri di altezza e un’ampiezza delle braccia di 1,5 metri. L’opera è stata realizzata in vetroresina e decorata in oro. Sarà installata nella chiesa della parrocchia della Sacra Famiglia di Cianòrte (diocesi di Unuarama dello stato del Paranà). Agnini ha spiegato al cardinale Parolin come ha interpretato l’opera. «Sua Eminenza ha osservato da vicino l’opera, da tutte le angolazioni e mi ha detto che lo sguardo non è quello di un Cristo morto, ma un vero “Gesù del dialogo” quando sta pronunciando le parole “ecco tuo figlio” – racconta con partecipazione emotiva Lino Agnini – Parolin mi ha detto che questa scultura ci consegna un messaggio d’amore col quale Gesù in croce diventa un nostro fratello». Agnini vive a Nove da ormai 60 anni, è nato nel 1940 a San Giorgio Jonico, inprovincia di Taranto, ha completato gli studi artistici con corsi di perfezionamento a Venezia, dopo quelli compiuto nella terra d’origine (istituto d’arte di Grottaglie e accademia di Lecce). Nella sua lunga carriera artistica, ma è stato anche imprenditore, Agnini ha realizzato numerose opere religiose, dalla gigantesca statua bronzea di San Pio da Pietralcina (installata proprio a San Giorgio Jonico), al Cristo nel giardino parrocchiale di Nove, dall’altorilievo per la Via Crucis delle Città della ceramica installata a San Cataldo (Caltanissetta). Agnini ha collaborato a tante scene del presepio Scalabrini di Bassano, suoi anche dei presepi installati a Greccio (nel 1997 venne nominato cittadino onorario di questo luogo noto per il primo presepio realizzato da San Francesco nel 1223). Ma l’opera di Agnini la si è potuta apprezzare in terra novese anche per le scene e costumi realizzati dallo stesso artista, assieme alla moglie e figlie, in occasione di sacre rappresentazioni e della “Pissota vivente”. Lino Agnini ha inviato a Papa Francesco, per mano del Segretario di Stato Parolin, una statua di San Giorgio (altre opere erano state donate a Benedetto XVI e Giovanni Paolo II). Nelle visite in forma strettamente riservata che il cardinale Parolin ha compiuto a Nove, Agnini ha mostrato anche il grande pannello in ceramica realizzato prima dell’Anno Santo del Giubileo della Misericordia. «In quella scena misi un Gesù bambino che condivideva il pane con un bimbo di colore – conclude Agnini – Effettivamente poi Papa Francesco aprì quell’Anno Santo in Africa nella cattedrale di Notre Dame a Bangui». •

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