Si è spento il sorriso della maestra Gianna

Una recente immagine della maestra Gianna Magnabosco.  G.Z.La copertina del suo libro.  G.Z.
Una recente immagine della maestra Gianna Magnabosco. G.Z.La copertina del suo libro. G.Z.
Giorgio Zordan 08.08.2019

Il mondo della scuola e quello del volontariato di Arzignano sono in lutto per la scomparsa di Gianna Magnabosco, 58 anni, maestra per tanti anni alle elementari di Castello. È stata portata via da un male che aveva iniziato a combattere circa vent’anni fa e che sembrava aver vinto ma che, alla lunga, ha avuto purtroppo la meglio. Per un decennio la maestra Gianna, come tutti la chiamavano, è stata vicepresidente dell’Andos Ovest Vicentino, l’Associazione nazionale donne operate al seno che, come lei stessa ha scritto in un articolo sul Giornalino della stessa associazione, «svolge un’azione di volontariato a favore delle donne bisognose di aiuto e di un punto di riferimento per una patologia che colpisce sia a livello fisico che psicologico». Piera Pozza, per 20 anni al vertice dell’Andos (di cui è stata fondatrice e ora con il ruolo di referente per i rapporti con le istituzioni) durante i quali ha lavorato fianco a fianco con Gianna, la ricorda come «un’instancabile guerriera». «Per l’Andos Gianna ha rappresentato una ventata di modernità - dice -. Ci ha fatto crescere culturalmente. Per la comunicazione mi sono sempre affidata a lei. A me i discorsi non sono mai piaciuti, lei sapeva tradurre in parole quanto sentiamo e proponiamo. Quando uscivamo dai confini provinciali, magari per andare a Roma a presentare alle istituzioni le nostre esigenze, era lei a parlare. Se le protesi mammarie ora sono gratuite è stato anche per i suoi interventi al ministero della sanità. Non si fermava mai davanti alle difficoltà. Quante volte siamo partite alle 5 del mattino per andare nella capitale per poi rientrare nella stessa giornata, in serata. Oppure i pellegrinaggi a Medjugorje o a Lourdes: aveva una grande fede interiore». Lo scorso anno, in occasione dell’Ottobre Rosa, aveva presentato il libro “I giorni della vita”, la trasformazione di un percorso di dolore in una storia di accoglienza: accanto a lei c’era l’amico Bepi De Marzi, che oggi la ricorda così. «A Natale - spiega - faceva cantare i suoi alunni nel dialetto della tradizione: “Per i monti e per le grote, così fresca è la stajon. Siam ‘rivati in Betleheme, tuti alogio rifiutò”. Poi diceva che “Anche la mamma di Gesù ha trovato le porte chiuse e la gente indifferente”. Gianna ha combattuto il tumore anche con il sorriso della poesia, diventando un esempio di speranza per le donne ancora giovani colpite dal male terribile. Le sue classi lungo gli anni, proprio questi ultimi anni, erano molto colorate e lei diceva “Tutti insieme abbiamo il colore dell’Universo e il profumo della fraternità”. L’ho sentita rivolgersi ai bambini con le lingue dei luoghi lontani, per poi condurre le carezze dello studio e della prima sapienza con le cantilene e le cadenze di Castello, di Calavena, di San Matteo, della Fratta. Raccontava della Rocca e a mezzogiorno faceva contare i rintocchi della campana grande “del più alto tra i campanili nel vento”. In classe era sempre festa. Aveva insegnato perfino “La canzone del Grifo” con le parole di Beltrame: “Nuvola di Giano, svolante d’Arzignano…”. Maestra del sorriso, della sapienza e della libertà». Numerose le testimonianze di cordoglio, anche da parte di tanti suoi alunni, apparse sui social. Gianna Magnabosco lascia il marito Luigi e il figlio Giacomo. Il funerale è stato fissato per domani, alle 10, nella chiesa arcipretale di Castello dove la salma giungerà dalla Casa funeraria Main. Il santo rosario sarà recitato oggi alle 19 nella chiesa parrocchiale di Madonnetta di Costo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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