Insulti e croci celtiche sui sentieri del Carega

Uno dei segnali della sentieristica Cai imbrattato con una frase offensiva e con il simbolo di croci celtiche
Uno dei segnali della sentieristica Cai imbrattato con una frase offensiva e con il simbolo di croci celtiche
Matteo Pieropan 20.07.2019

La montagna ferita da un atto di inciviltà. Ignoti hanno imbrattato, con offese e croci celtiche, alcuni cartelli del Cai nell’alta Valchiampo, lungo i percorsi escursionistici. Un gesto che ha lasciato tutti indignati. Soprattutto il Club alpino italiano e il gestore del rifugio Bertagnoli. I cartelli sfregiati sono quelli della segnaletica del Cai lungo i sentieri del Carega. Sulle tabelle bianco-rosse, che indicano le vie verso Malga e monte Terrazzo, verso Monte Zevola, verso lo Scalorbi e il passo Tre Croci, dove il territorio vicentino va ad abbracciare il Trentino, mani ignote hanno scritto a pennarello offese rivolte a una donna, Carola. Inevitabile il collegamento con la giovane capitana Carola Rackete protagonista del salvataggio in acque libiche di una quarantina di migranti poi trasportati sulla sua nave Sea Watch a Lampedusa, non senza polemiche politiche in Italia. Vista la presenza di disegni che raffigurano croci celtiche il contenuto di quanto scritto da ignoti varca senza ombra di dubbio i contorni della vita montana, che nulla ha a che fare con questioni di politica internazionale. Non sono note, per ora, le motivazioni del gesto. Potrebbe essersi trattato di una bravata, ma non è escluso un atto politico. In ogni caso il gesto ha creato grande sconcerto tra gli amanti della montagna. Ad essere imbrattati sono stati i segnali lungo i sentieri 202 e 279 del Cai. Gli autori si sono presi la briga di salire a piedi a duemila metri, impiegando due o tre ore di cammino, per poter scrivere sui segnavia. A confermare l’accaduto è stato il gestore del rifugio Bertagnoli alla Piatta, Alessandro Giambellini, che ha anche raccolto la costernazione del Cai e soprattutto del responsabile sentieri dal Cai di Arzignano. «Assodato - commenta - che ogni individuo ha un proprio pensiero e una propria opinione, semmai è da discutere il modo di esprimerli». E ha aggiunto nel post in cui ha condannato il gesto: «Individuo che hai imbrattato le tabelle segnaletiche del Cai, ti sembra sia il posto per esprimere il tuo pensiero? Vergognati! Se hai un minimo di dignità ti invito a prendere straccio e solvente e a pulire il segno della tua inciviltà». «Sfogarsi sui cartelli non serve a nulla - spiega il vicepresidente del Cai di Arzignano Gianfranco Fongaro -. È stata una stupidaggine. Non escluderei però nemmeno che fosse stato fatto ad hoc. Fra una settimana qui passerà una trail nazionale, con una grande visibilità. In quella zona tra Trentino, Vicenza e Verona sono accaduti altri episodi di danni a malga Fraselle o di cartelli divelti». «Ognuno è libero di esprimersi a suo modo - ha detto il responsabile della sentieristica Agostino Ciesa - ma non certo sulle tabelle del Cai che non hanno alcuna colpa. Spendiamo soldi per avere una segnaletica aggiornata, presente e affidabile, per poi ritrovarcela così. Ora provvederemo a cancellare le scritte». La cosa certa è che quelle scritte «fanno male a chi ama la montagna e a chiunque abbia un minimo di senso civico». Uno sfregio alla natura incontaminata, ai pascoli e al silenzio, “grembiule” sacro della montagna dove, 60 anni fa, si intonavano le note di “Signore delle cime”. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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