Venezia affonda
«La situazione
è drammatica»

I danni causati dall'alta marea a Venezia. ANSA/ANDREA MEROLA
I danni causati dall'alta marea a Venezia. ANSA/ANDREA MEROLA
13.11.2019

Venezia in emergenza per l'alta marea: dopo il record di ieri, martedì 12 novembre, alle 22.50, con il picco di acqua ad un metro e 87 - la seconda misura nella storia della Serenissima subito dietro ai 194 centimetri del 1966 - ne è arrivata un'altra che si è attestata sui 150 centimetri. 

 

VENEZIA, EMERGENZA MALTEMPO (IL VIDEO)

 

Due i morti, nell'isola di Pellestrina, dove la situazione è particolarmente critica: all’anziano di 78 anni, rimasto fulminato mentre cercava di far ripartire le elettropompe nella sua casa allagata, si è aggiunto un secondo abitante dell’isola, trovato deceduto anche lui in casa, probabilmente per cause naturali. 

In città, nel pomeriggio, è arrivato anche il premier Giuseppe Conte - «è una situazione drammatica, c’è una comunità che soffre», ha detto - che si fermerà a Venezia anche domani. «Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80% delle città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi», spiega il governatore del Veneto, Luca Zaia.

 

PALAZZO FERRO FINI ALLAGATO (IL VIDEO)

 

CONSIGLIO REGIONALE A PALAZZO FERRO FINI (IL VIDEO)

 

«Le stime dei danni sono molto ingenti. Parliamo di centinaia di milioni di euro. Qui non si tratta di quantificare i danni soltanto, ma del futuro stesso della città. Perché lo spopolamento di Venezia nasce anche da questo», le parole del sindaco Luigi Brugnaro. «Se un giovane vede che stiamo dando della soluzioni pensa di a vivere in centro storico - ha aggiunto - altrimenti pensa solo ad andar via, perché non si riesce più a vivere in questo modo».

 

Già in mattinata il sindaco era intervenuto su Twitter: «Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l'intera città e le isole. Siamo qui con il Patriarca Moraglia per portare il nostro sostegno ma c'è bisogno dell'aiuto di tutti per superare queste giornate che ci stanno mettendo a dura prova». «Siamo stati a un soffio dall'Apocalisse, a un pelo dal disastro», ha detto all'Ansa il procuratore della Basilica di San Marco, Pierpaolo Campostrini. «L'acqua è entrata nella basilica, ha allagato il pavimento e rompendo le finestre è entrata nella cripta, allagandola. La cosa è pericolosa perché l'acqua avrebbe potuto dare problemi statici alle colonne, che reggono la basilica». Oltre ai gravi danni alla Basilica di San Marco, dove tutta la cripta è stata sommersa, l’acqua alta non ha risparmiato neppure il Teatro La Fenice, invadendo le aree di servizio rendendo inutilizzabile il sistema elettrico e quello anti incendio. Tutto il centro storico, dove - secondo quanto riferito dalla protezione Civile - si sono registrati numerosissimi danni, ha un aspetto spettrale.  

 

IL MOSE A CHE PUNTO È? (LA SCHEDA)

 

Anche il Centro Maree è stato vittima della mareggiata, che ha danneggiato le linee telefoniche. La circolazione dei vaporetti è stata limitata agli imbarcaderi principali, mentre sono pochi i passanti, tra cui anche i turisti, che si avventurano tra le calli e i campi tutti ricoperti di acqua. Una sessantina le imbarcazioni danneggiate molto pesantemente, tra le quali alcuni vaporetti. A Cà Pesaro si è verificato un incendio a causa di una cabina elettrica danneggiata. Molti gli allagamenti sui quali stanno ancora operando numerose squadre dei vigili del fuoco e volontari della Protezione Civile. Criticità si sono registrate lungo la costa da Venezia, fino al confine con Lignano (Udine). L’amministrazione comunale presenterà richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. «La situazione di emergenza che si è creata a Venezia in queste ore, la più grave dal 1966, è seguita direttamente dal Governo, che la affronterà nel prossimo Cdm, per valutare gli interventi necessari e urgenti che tutelino la città, la sua laguna e le Comunità che vi vivono», hanno spiegato i sottosegretari veneziani, Pier Paolo Baretta e Andrea Martella. Forti le polemiche sul mancato avvio del Mose.

 

 

 

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