«Autonomia, non
cediamo. In piazza?
Questo è scontato»

09.09.2019

«Dico due cose: Babbo Natale ne esce come un dilettante dopo aver sentito la lista della spesa di Conte. Conte ha omaggi e regali per tutti. La seconda è: ma se hai governato per 14 mesi e ti sei dimenticato di far tutte queste cose, perché non le hai fatte prima?». È il commento del presidente del Veneto, Luca Zaia, al discorso programmatico pronunciato oggi dal premier alla Camera (IL VIDEO).

 

Cambiano gli attori al Governo ma il dibattito sull’autonomia continua a tenere banco nei rapporti con le regioni. E si preannuncia un autunno caldo nei rapporti con Roma. 

 

«L’autonomia - ha proseguito Zaia - Conte ce l’aveva promessa in una conferenza stampa del  dicembre 2018 e aveva detto che avrebbe chiuso la partita per febbraio 2019. Adesso siamo a settembre, qualcosa non mi torna. Il banco di prova saranno i fatti. Sull’autonomia siamo preoccupati ma non cediamo». Zaia ha ribadito che «l’autonomia è legale, è prevista dalla legge, e a Roma devono sapere che abbiamo i veneti che sono andati a votare. Noi abbiamo la forza del referendum che loro non volevano. Conte governerà l’Italia con un partito che si chiama Pd che ci ha impugnato il referendum, e abbiamo dovuto ricorrere alla Corte Costituzionale, poi ci ha vietato l’uso della tessera elettorale. Adesso vorrei capire come faranno a fare l’autonomia i 5 Stelle, che ci hanno preso in giro per 14 mesi, e il Pd che non l’ha mai voluta. Magari si può essere folgorati sulla via di Damasco - ha concluso - e questo potrebbe portarci bene». 

 

Sulla questione autonomia è intervenuto anche il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia. «A tutti i presidenti delle Regioni ricordo che la casa comune delle Regioni è il ministero, è a loro disposizione e la Conferenza Stato-Regioni vorrei lavorasse molto meno sulle leggi da impugnare», ha detto a Sky Tg 24. «Voglio rassicurare Fontana: andrò da lui, da Toti, Zaia, Bonaccini. Dobbiamo improntare il rapporto su una collaborazione senza verità inconfutabili, non reagirò a nessuna provocazione. Consiglio di non dire: "o si fa come dico io o io vado avanti lo stesso"; rispettiamoci e ascoltiamoci».

 

«Non c’è nessun diktat, solo una legge da applicare. La Costituzione dice che una Regione può chiedere fino a 23 materie, noi le abbiamo richieste tutte, punto», la replica di Zaia. «Invece di raccontarci storie - prosegue Zaia - il Governo deve prendere un pezzo di carta bianca e scrivere la sua proposta di autonomia. Boccia dica al mondo qual è la sua idea di autonomia. Non vorrei ritrovarmi con lo stesso film dell’ultimo governo, che per 14 mesi si è messo a discutere del nostro progetto, mentre loro non lo avevano mai. Noi siamo lì, con le braccia conserte davanti al notaio, in attesa che il governo porti un testo. Vedremo cosa portano. Vedranno i cittadini se sarà un testo serio - ha concluso - o se sarà una presa in giro».  «In piazza per l’Autonomia? Questo è scontato, è di default». Lo ha affermato il presidente del Veneto, Luca Zaia, ribadendo le affermazioni del collega lombardo, Attilio Fontana. «La verità - ha aggiunto Zaia - è che adesso andiamo al "vedo". Lavoro ne abbiamo fatto tanto, perché non si buttano via i 14 mesi. Adesso abbiamo la necessità di prendere e vedere qual è la proposta del Governo. Se avranno la fiducia, penso che sia questione di pochissime ore, pochissimi giorni o qualche settimana per scrivere una proposta, anche perché a sentire come parlano - ha concluso - l’autonomia ce l’hanno tutta in mente». 

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