Triatleta 70enne sconfigge il cancro

Valter De Rossi durante una prova di triathlon
Valter De Rossi durante una prova di triathlon
Enzo Casarotto20.05.2019

CHIUPPANO. Per Valter De Rossi le 70 primavere non si fanno sentire e per la "roccia" di Chiuppano, classico esempio di come un uomo sappia reagire alla malasorte mediante l'attività fisica, l'eterna giovinezza fa parte del suo dna. Da sempre pratica lo sport e in giovane età ha giocato a calcio militando nelle giovanili del Lanerossi Vicenza agli ordini del tecnico Berto Menti, sfiorando il professionismo (fino alla "Primavera", poi carriera interrotta per privilegiare, sul consiglio del papà, il diploma di ragioniere piuttosto che trasferirsi al sud a tirare quattro calci dietro al pallone...) per poi proseguire l'attività calcistica come difensore centrale (una volta questo ruolo si chiamava stopper) nelle categorie minori. Una vita per lo sport, atleta polivalente, partecipa da agonista a parecchie maratone internazionali per poi passare a gareggiare in mountain bike alle granfondo, mantenendo sempre la grande passione invernale che lo ha visto protagonista di innumerevoli gare disputate con gli sci stretti (fonda con alcuni amici nei primi anni '80 lo sci fondo team di Chiuppano). Nel frattempo ha anche tenuto corsi di pre-sciistica nel territorio allenando anche a calcio, tutto questo fino al 2013 periodo in cui gli è stata diagnosticata la "malattia che non perdona" partendo da un banale neo della pelle sul braccio, poi sull'addome e più tardi anche al polmone.

 

Tutto finito, tutto compromesso? Figuriamoci! lui, classe 1949 con tanto coraggio ha programmato la ripartenza e fin da subito dopo i vari interventi chirurgici eseguiti allo IOV di Padova, inizia i trattamenti oncologici con una nuova cura l'Immunoterapia, prima all'Ospedale di Verona e poi al San Bortolo di Vicenza, affrontando l'imprevisto con tenacia e dalla prima alla quarantanovesima seduta di terapie, ha saputo reagire in questo percorso di cure di oltre cinque anni, col grande aiuto della famiglia, ma anche con la tanta buona volontà, unito alla professionalità, alla tecnologia all'avanguardia di tutta l'equipe dei reparti oncologici di questi tre nosocomi. Ora è guarito e tutto questo è solo un ricordo (la terapia gli richiede un controllo semestrale e nulla più). Questa sulla malattia è stata la vittoria numero uno: non ci sono podi o titoli che si possono confrontare.

 

«La mia fortuna - sostiene Valter De Rossi - è stata quella di aver percorso questa strada terapeutica con l'ausilio di nuovi farmaci, grazie alla ricerca, un tema di un'importanza straordinaria che dobbiamo tutti sostenere. Questo itinerario mi ha permesso di fare tutto in modo normale e spero, raccontando la mia storia, di diventare un esempio positivo per chi dovesse essere coinvolto su questa strada».Già un comportamento tanto normale da diventare straordinario viste le sue leggendarie imprese. «Impegnarmi nello sport mi è sempre stato facile, per me lo sport è sempre stato uno stile di vita e dal 2012 quando ho iniziato a "provare" la triplice disciplina del triathlon, le soddisfazioni sono subito arrivate con vittorie di prestigio nelle varie categorie e nelle varie specialità. Certo che nuotare in mare o nei laghi, uscire dall'acqua bagnato per poi, in zona cambio, inforcare la bici e cominciare a pedalare con l'aria in faccia che ti asciuga per poi iniziare la corsa a piedi non e' stato facile. Devo ringraziare la società storica della Rari Nantes di Marostica con i suoi tecnici che mi hanno insegnato alla mia "veneranda età" a fare i primi passi, la società Tri-Schio Cy Laser (un team appassionato di sport con forti ambizioni, e divertimento che non disdegna il risultato) e tutti miei compagni sempre pronti ad incoraggiarmi e a condividere con me quest'esperienza. In questi ultimi sette anni ho completato una novantina di gare (una settantina di podi complessivi) con tanti primi posti, conquistando quattro titoli italiani, 18 regionali, e vestendo la divisa azzurra della Federazione Italiana Triathlon sono arrivati anche due argenti e due bronzi ai Campionati Europei e Mondiali di Triathlon invernale ed estivo nelle varie specialità e distanze». È questo 2019 che comunque ha regalato le più grosse soddisfazioni.«In effetti in questo periodo invernale dove non si può nuotare in mare o nei laghi, ma si gareggia in altura su neve e ghiaccio con corsa, bici e sci di fondo, ho vinto il titolo italiano degli over 70 a Entracque nelle Alpi Marittime, conquistando poi il bronzo nel Winter Triathlon Mondiale di Asiago (gara svoltasi al Centro Fondo Campolongo) e l'ulteriore medaglia bronzata ai Campionati Europei in Transilvania con condizioni meteo quasi impossibili con -17 gradi.... Un "triplete" da favola anche perché - conclude Valter De Rossi - in questo periodo stavo ultimando la terapia e l'attesa del responso medico non era un problema di poco conto».

 

Ora De Rossi sta preparando la stagione estiva del Triathlon (nuoto-bici-corsa) accasato con la Tri-Schio CyLaser che sta facendo crescere i suoi talenti con un occhio di riguardo soprattutto per i giovanissimi, anche grazie ai piccoli consigli di Valter sempre foriero di suggerimenti grazie alla sua esperienza sia sportiva che di vita. Un esempio di come affrontare con serenità ciò che la vita ti riserva uscendone nel migliore dei modi cercando nei campi di gara di dimostrare che con la tenacia e con il sorriso che tutto è possibile e tutto si risolve. Ora al traguardo delle settanta primavere, l'importante non è il podio ma allenare il corpo e la mente senza ossessioni da prestazione con la consapevolezza del divertimento e di essere per i giovani un esempio positivo in un mondo come quello del triathlon in cui ci si misura soprattutto con i propri limiti. Tutto ciò è possibile solamente con tanta dedizione e passione. E... come dice lui: «Avanti sempre».