A 90 anni in sella scala
il Grappa sull’asfalto rovente

Ferruccio Lunardon festeggia la conclusione del suo percorsoLunardon con alcuni ciclisti che lo accompagnano nelle scalateFerruccio Lunardon con gli amici venuti a festeggiare i 90 anni
Ferruccio Lunardon festeggia la conclusione del suo percorsoLunardon con alcuni ciclisti che lo accompagnano nelle scalateFerruccio Lunardon con gli amici venuti a festeggiare i 90 anni
Luisa Dissegna 29.06.2019

Novant’anni e non sentirli. Tanto meno sui pedali, quando la pendenza sale al 10 per cento lungo la strada “Cadorna” che porta a Cima Grappa. Su quei tornanti che salgono alla vetta sacra al cuore degli italiani dopo le gesta eroiche della Grande Guerra, l’inossidabile - come l’acciaio della sua rossa fiammante “Scapin” - Ferruccio Lunardon, cicloamatore di Romano d’Ezzelino, ha tagliato domenica mattina (23 giugno)il traguardo dei 90 anni. Insieme ad un plotone di ciclisti arrivati dal Vicentino, Trevigiano e Bellunese per rendergli onore.

 

Fin su, a 1.745 metri, appena sotto l’Ossario. Nel gruppo, anche Loretta Pavan, la ciclista vicentina che dopo una malattia ha portato a termine sfide incredibili e conquistato lo scorso anno Capo Nord. Amica e fan di Ferruccio.

 

Sì perché, per tutti loro, Ferruccio Lunardon, oltre che un esempio di ciclismo da emulare, è l’ideatore del “Brevetto del Grappa” che da dieci anni ha aperto alle due ruote le strade che accompagnano a Cima Grappa. Dieci salite su strada asfaltata più una sterrata che, dai tre versanti del monte approdano al Rifugio Bassano. Tra boschi, pascoli, malghe, testimonianze di guerra e panorami mozzafiato sulla pianura veneta e sulle vette delle Dolomiti.

 

L’idea di Ferruccio, insieme al bassanese Giancarlo Andolfatto, per queste scalate pedalate almeno 20 volte all’anno fino all’età di 85, che nulla hanno da inviare alle grandi salite alpine (il tratto più duro, pendenza al 20,5%, viene chiamato il “Mortirolo del Veneto”), è stata di individuare all’inizio di ogni salita un esercizio pubblico nel quale si può vidimare una tessera. Un taccuino che al compimento del percorso, viene poi certificato da un altro timbro apposto al rifugio della cima. Un brevetto a supporto di questa avventura, che dopo dieci anni si sta dimostrando sempre più indovinata. Sono stati oltre 800 gli iscritti nel 2018.

 

Oggi, il cicloamatore 90enne, già con quattro salite certificate nel 2019, sei nel 2018, e il carnet completo per gli otto scorsi anni, ha passato il testimone del “Brevetto del Grappa” a Energia Pura, azienda di abbigliamento sportivo di Tezze sul Brenta, che ha creduto in questa iniziativa e continua il suo impegno a favore del Massiccio del Grappa in chiave turistico-sportiva. Quello che ha spinto Ferruccio all’impresa di domenica scorsa, infatti, è sì un’innata passione per la bici, che risale ai tempi in cui era allievo al Veloce Club Bassano, ma anche un amore spassionato per il Grappa che ha lasciato il segno.

 

«Una montagna che ci mette alla prova, una strada in salita, anche dentro di sé, perché la fatica si fa maestra di vita facendoci apprezzare le piccole cose di ogni giorno» spiega. Ferruccio, che alla bici non intende affatto rinunciare, si permette ancora di pedalare più volte nell'arco di una settimana, macinando almeno 50 chilometri ad uscita. Non proprio un giovanotto, che fa un certo effetto vedere in sella alla sua amata “specialissima”, compagna sull’asfalto da vent’anni.

 

«Avevo 5 anni quando sono salito in sella per la prima volta. Pedalavo una bici da uomo sotto il “ferro”» racconta scavando nei ricordi. In gioventù stravedeva per Magni, Bartali, Coppi. Anche lui, come i campioni, ha scalato praticamente tutti i passi “classici”: Rolle, Pordoi, Stelvio, Gavia, Sella. E con la moglie, Gianna, ha pedalato fino a Parigi in nove tappe.

 

Persona genuina, capace di dare il giusto peso ad ogni situazione della vita, in sella Ferruccio ha la stessa agilità con cui ha affrontato ogni sfida della vita. Sempre con scatto, anche nelle difficoltà. Il segreto dei suoi 90 anni sono la semplicità, l’amore per le persone che lo circondano e la voglia di macinare ancora chilometri con la sua bici. 

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