Le relazioni umane

Gli artisti della MM Contemporary Dance Company durante lo spettacolo a Montecchio Maggiore TROGU Le coreografie apprezzate al Sant’Antonio FOTOSERVIZIO ANTONIO TROGULe relazioni umane interpretate a passo di danza: la cifra della serata
Gli artisti della MM Contemporary Dance Company durante lo spettacolo a Montecchio Maggiore TROGU Le coreografie apprezzate al Sant’Antonio FOTOSERVIZIO ANTONIO TROGULe relazioni umane interpretate a passo di danza: la cifra della serata
Laura Guarducci 20.01.2020

Laura Guarducci MONTECCHIO MAGGIORE Le relazioni umane, interpretate a passo di danza, sono state al centro della serata coreografica al Teatro Sant’Antonio di Montecchio Maggiore con i danzatori della MM Contemporary Dance Company. Si è iniziato con la coreografia “Bolero” a firma di Michele Merola. Un’esplosione di sensualità, di segreti e verità rivelate in un ritmo di passione e libertà conquistata. Novità per quanto riguarda la musica con un intervento del compositore Stefano Corrias sulla versione originale del celebre brano di Maurice Ravel con un risultato più che soddisfacente. I movimenti evocano l’incomprensione fra esseri umani, fra contrasto e dialogo, sorpresa e sconcerto, attrazione e repulsione. Un elemento significativo è dato dalla scelta di inserire un muro nella scenografia. Un muro che vuole evocare la protezione, stabilita tra sé e gli altri in un mondo di diffidenze, distanze ed isolamento. Un muro che, sul finale, si toglie e, in un’esplosione di energia data dai movimenti dei danzatori, invita ad aprirsi all’altro e a riconoscere l’importanza dei legami, annullando le distanze e scavando nell’interiorità. Il balletto diventa, quindi, una descrizione dei rapporti affettivi e delle loro dinamiche. Solo sul finale danzano in gruppo tutti i danzatori, a sottolineare che, dall’individualità, si è passati ad una dimensione di gruppo con un cambio nei costumi dal nero al bianco, dal buio alla luce. Il risultato è accattivante, riuscendo a sfruttare tutte le potenzialità espressive della musica. A seguire, “Carmen Sweet” da Georges Bizet è una creazione di Emanuele Soavi per la MM Contemporary Dance Company. C’è molta ironia e colore in questo lavoro, che trae spunto dal canovaccio di Carmen, presentata a Parigi nel 1875. Anche qui diventano protagoniste le relazioni, in una Plaza de Toros di Siviglia dove i personaggi si ritrovano per la corrida. Ben studiate le musiche, con simpatici brani di Los Panchos carichi di passione (“Besame mucho” e “Historia de un amor”). Viene addirittura coinvolto il pubblico, con una discesa dei danzatori in platea per ballare insieme. Tutto è rappresentato in chiave di farsa, con esiti al limite del caricaturale, con toni ironici e grotteschi. Ogni movimento è accentuato e marcato, quasi eccessivo. La tensione è sempre alta sino a quando José, accecato dall’ira, uccide Carmen, come accade ancora oggi in molti femminicidi. La serata può dirsi soddisfacente con un applauso finale che ha decretato il successo delle due opere rivisitate. • © RIPRODUZIONE RISERVATA