Fragili come un fiore ma forti come il ferro Le donne di Crivellaro

Alcuni artisti che daranno vita a “Fior di ferro” questa sera a San Vito di Leguzzano L’ideatrice e regista Crivellaro
Alcuni artisti che daranno vita a “Fior di ferro” questa sera a San Vito di Leguzzano L’ideatrice e regista Crivellaro
Bruno Cogo 22.12.2019

Bruno Cogo SANVITO DI LEGUZZANO Questa sera una quarantina di artisti provenienti da ogni parte d’Italia si ritrovano a S. Vito di Leguzzano per parlare di prostituzione, violenza domestica e diversità ma anche di scelte coraggiose. Alle 20.30 il palazzetto dello sport si trasformerà in una sorta di teatro dove cinque ballerini, tre attrici, otto pattinatrici, un’acrobata, una cantante, due musicisti ed un coro polifonico interpreteranno “Fior di ferro”. Va in scena la prima di uno spettacolo emozionante che accomuna svariate forme di espressione artistica ma anche diversi anni di attività sportiva e di successi della locale società di pattinaggio artistico. «Singoli quadri di danza, musica, pattinaggio e teatro che raccontano vite e vissuti quotidiani – spiega l’ideatrice e regista Enrica Crivellaro -. Dieci temi e quattordici quadri. Atti unici legati tra loro dal filo conduttore dell’empatia femminile ma senza uno svolgimento definito e definitivo. Mogli, madri e figlie; donne raccontate nella loro infinita essenza e nella loro fragilità ma che nonostante tutto non si spezzano. Fragili come un fiore, forti come il ferro.» Nata quasi per caso tre anni fa dal desiderio di tre danzatrici contemporanee di realizzare un video, l’idea è stata poi ripensata e sviluppata da Enrica Crivellaro che ha deciso di inglobare nel progetto anche la sua attività di coreografa di pattinaggio artistico. “Fior di ferro” è concepito come un contenitore e pertanto i quadri possono cambiare nel corso del tempo accogliendo artisti che vogliono raccontare altri pezzi di vita. «Un lavoro impegnativo e articolato che inizia a S. Vito ma che intendiamo portare in altri luoghi per continuare a raccontare storie e spaccati di vita quotidiana - conclude la poliedrica artista sanvitese – . “Fior di ferro” si autofinanzia grazie agli artisti e alle persone che si mettono in gioco perché credono fermamente nel progetto. Vi sono però delle spese organizzative e logistiche che non siamo in grado di affrontare da soli. Per questo cerchiamo sostegno per realizzare questo progetto in tutta Italia, creando un calendario che coinvolga enti, festival ed associazioni. Abbiamo bisogno dell’aiuto di chi ancora crede che l’espressione artistica sia linfa vitale per la società e per l’essere umano.» L’ingresso allo spettacolo è libero. • © RIPRODUZIONE RISERVATA