Folclore grandi numeri e d’incantevole bellezza “Gzhel” è lo stupore

Alcuni degli sfavillanti costumi russi che hanno ulteriormente impreziosito un grande show DALLA POZZAVirtuosismo e magia in “Gzhel” al TcVi COLORFOTO ARTIGIANA
Alcuni degli sfavillanti costumi russi che hanno ulteriormente impreziosito un grande show DALLA POZZAVirtuosismo e magia in “Gzhel” al TcVi COLORFOTO ARTIGIANA
E.PU. 02.01.2020

VICENZA Grazia, virtuosismo, potenza, velocità, leggerezza, musicalità. Il Russian National Show Gzhel è arrivato a Vicenza e il Teatro Comunale a poche ore di distanza dal successo del concerto di Capodanno si è di nuovo animato di un pubblico festoso e caloroso. Non più la musica, protagonista, ma la tradizione coreutica e folclorica della grande Madre Russia. Fondato a Mosca nel 1988 il Russian National Show ha messo in scena in tutto il mondo un caleidoscopio di danze nazionali che esaltano l’antico folclore del popolo russo. Due ore piene ed intense di un autentico spettacolo per gli occhi: una quarantina i ballerini e le ballerine in scena, 500 i costumi, veramente splendidi, nelle più cangianti tonalità dell’arcobaleno o che richiamavano i costumi tradizionali dei grandi territori russi. Oro, rosso, nero, bianco, azzurro e viola e tutti abiti riccamente lavorati, in grado di riflettere i sapienti giochi di luce che ricreavano sul palcoscenico coreografie legate alla tradizione. Il Russian National Show è una travolgente e serrata rappresentazione della cultura, delle tradizioni e dell’artigianato del popolo russo. Assistere a uno spettacolo siffatto è come venire immersi in questo mondo che dal punto di vista geografico è rigido, ma ha emozioni calde ed intense. Le coreografie sono pittoresche, frizzanti ed acrobatiche e si rifanno alla tradizione, ancora oggi tenuta in considerazione in Russia. Le danze per il fidanzamento, coi cucchiai, per raccogliere l’acqua non mancano nello show. Così come ci si ispira alla Storia della Rivoluzione d’Ottobre e del film “La Corazzata Potemkin”, con una sfilata di acrobazie virtuosistiche dei marinai. Ma non può mancare anche una ripresa fiabesca con la citazione dal balletto di Cajkovskij, “Il Lago dei cigni” e della “Fanciulla delle Nevi”, l’Opera di Rimsky-Korsakov. Unica digressione in area francese, il famoso balletto vivace e binario , il Can-Can, emblema della Belle-Epoque, che ha fatto esprimere al corpo dei ballerini sensuale fluidità ma anche leggerezza. Il gran virtuosismo atletico si è espresso in tutti i componenti del corpo di ballo fino alle fasi conclusive dello spettacolo, in cui le coreografie erano molto più vorticose e trascinanti, spinte e veloci quasi a sfidare le forze della gravità. Un inizio d’anno legato alla tradizione della terra russa molto gradito al numeroso pubblico che ha tributato lunghissimi e calorosi applausi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA