Classici per sempre: presentazione show

Classici per sempre: presentazione show (COLORFOTO)
Classici per sempre: presentazione show (COLORFOTO)
Antonio Stefani 14.04.2019

«I classici sono sempre più attuali di noi», butta lì a un certo punto Giancarlo Marinelli. Ed è la miglior spiegazione del senso che egli ha voluto dare alla 72a edizione del Ciclo di Spettacoli Classici all’Olimpico, quella che sarà la sua prima stagione come direttore artistico. In effetti, il titolo da lui scelto per il cartellone (“Muoiono gli Dei che non sono cari ai giovani”) appare un tantino spiazzante, essendo noi abituati al motto di Menandro “Muore giovane chi è caro agli dèi”: ma l’inversione dei termini sta apposta a significare l’eterna “giovinezza” del teatro e dei miti degli antichi, l’assoluta “modernità” che sta dentro a quei testi immortali. Suggestioni e citazioni a parte (conversando salta fuori persino lo Hegel teorico del passaggio “dalla tragedia basata sul rapporto uomo-dio alla commedia imperniata sul rapporto uomo-uomo”), Marinelli è un tipo concreto. Sicché è stato in grado di presentare già ieri sera, nell’ambito di una conferenza-spettacolo in “multivisione”, il programma di quel che vedremo fra settembre e ottobre. 

 

TUTTO IL PROGRAMMA 

 

In locandina, non mancano significativi riferimenti alla storia stessa dell’Olimpico: vedi l’accoppiata tra Maurizio Scaparro e Pino Micol, artefice di indimenticabili lavori negli anni Settanta, o la presenza di una Elisabetta Pozzi che, più o meno in quello stesso periodo, qui debuttava al fianco di Giorgio Albertazzi. “Dopo la mia nomina – spiega Marinelli – ho voluto andare un po’ in giro ad ‘ascoltare’ Vicenza. E più d’una volta c’è stato chi mi ha raccontato che il suo primo ricordo da spettatore teatrale è legato proprio all’Olimpico. Mi sono stati citati titoli che hanno davvero fatto epoca, come ‘Lunga notte di Medea’ con Irene Papas, eventi attraverso i quali è cresciuta un’intera generazione di cittadini. Ecco: il mio sogno sarebbe che qualche ragazzo, un domani, dicesse altrettanto di ciò che proporremo noi”. 

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