Incendio devasta Notre-Dame
Ora si contano i danni

Notre-Dame dopo il devastante incendio
Notre-Dame dopo il devastante incendio
 
15.04.2019

PARIGI. Ore 16 Hanno già superato la soglia dei 600 milioni di euro le donazioni per restaurare Notre-Dame, secondo un calcolo realizzato da Bfm-Tv. Tra le ultime, quella della famiglia Bettencourt-Meyers, tra le più ricche di Francia, eredi del colosso L’Orèal, che ha annunciato un aiuto di 200 milioni, di cui 100 attraverso la fondazione Bettencourt Schueller. Al momento si tratta del contributo più importante per restaurare la cattedrale danneggiata dalle fiamme insieme agli altri 200 milioni di euro promessi dal gruppo LVMH della famiglia Arnault.

 

Ore 9  La struttura complessiva della cattedrale di Notre- Dame di Parigi è «salva», ma per dire l’ultima parola sulla sua effettiva stabilità bisogna attendere il verdetto degli esperti, riuniti stamani. Le fiamme, dopo una lunga notte di lavoro accanito di almeno 400 vigili del fuoco con 18 autobotti, è stato quasi del tutto spento e i pompieri stanno ora lavorando per estinguere gli ultimi focolai, all’interno. Questa la situazione quando a Parigi è tornata la luce del sole, che prima di tramontare ha impresso al mondo intero le drammatiche immagini del crollo prima della guglia centrale, poi del tetto. Che, stando a quanto affermato dai pompieri, è sprofondato per almeno due terzi. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha assistito con la moglie Brigitte a notte fonda al tragico spettacolo, ha elogiato i pompieri, «veri eroi» grazie ai quali e stato «evitato il peggio», e ha fatto una promessa: «La ricostruiremo, tutti insieme. è quello che i francesi si aspettano, che la nostra storia merita».

Ed è partita già una colletta mondiale. Già si sono mossi il gruppo Lvmh e la famiglia Arnault che hanno annunciato una «donazione» di 200 milioni di euro al fondo dedicato alla ricostruzione. Donazione da 100 milioni di euro per Notre Dame annunciata dalla famiglia di Francois Henri Pinault, che dirige la società di beni di lusso di Kering, attraverso la società di investimento della famiglia Pinault, Artemis. Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk auspica che tutti partecipino alla ricostruzione.

Anche il Papa ha fatto sentire la sua vicinanza alla Francia: in un tweet della Sala Stampa Vaticana è stato reso noto che «il Papa è vicino alla Francia, prega per i cattolici francesi e per la popolazione parigina sotto lo shock del terribile incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame». Colpito dall’incendio anche il segretario generale dell’Onu, che si è detto «inorridito dalle immagini che arrivano da Parigi, con il fuoco che inghiotte la cattedrale di Notre- Dame. I miei pensieri sono con il popolo e il governo della Francia». Tornando all’incendio, si sa che è stato innescato alle 18.50 di ieri nello spazio fra la volta e il tetto, dov’erano in corso i lavori di ristrutturazione, e ha rapidamente attaccato le travi di legno vecchie di 850 anni: così numerose da essere state soprannominate «la foret», la foresta. Diverse opere d’arte e reliquie sono state portate in salvo.

«L’entità dei danni e il loro impatto sulla stabilità dell’antico edificio sono ancora tutti da verificare. La questione - ha detto stamani il segretario di Stato all’Interno, Laurent Nunez - è strutturale: sapere come l’edificio resisterà al gravissimo incendio che ha subito la notte scorsa». Ignota ancora la condizione dei meravigliosi rosoni e di tutte le vetrate policrome vecchie di secoli. Le prime immagini riprese dall’interno e mostrate sulla Cnn mostrano sezioni della volta, fra cui quella del transetto, crollate, dalle cui voragini si vede il bagliore del fuoco sul tetto. Ma, oltre al legno distrutto e ai danni del fumo, le alte temperature potrebbero aver compromesso la tenuta della pietra e del marmo, che, secondo gli esperti, tende a calcificarsi e a sbriciolarsi.

 

Martedì ore 7  Macron ha annunciato il lancio da oggi di una raccolta fondi nazionale e internazionale per ricostruire Notre-Dame, la cattedrale parigina devastata ieri da un incendio. La ricca famiglia francese Pinault ha già promesso 100 milioni di euro. A lavoro tutta la notte i pompieri, secondo i quali comunque «la struttura è salva». In fumo la parte in legno; crollati la guglia e il tetto. Le fiamme sarebbero partite da un’impalcatura. Aperta un’inchiesta per disastro colposo.

 

 

Lunedì

Ore 23  Secondo i pompieri di Parigi, nonostante l’incendio, «la struttura di Notre-Dame è salva e preservata nella sua totalità».  La corona di spine di Cristo, che secondo la tradizione viene custodita a Notre-Dame e che è fra le sue reliquie più preziose, è in salvo, secondo quanto riferito dal rettore della cattedrale, Patrick Chauvet. Salva anche, secondo Chauvet, la tunica di San Luigi.

 

Ore 22.45 «I vigili del fuoco stanno facendo un lavoro incredibile. C’è stata una catena di solidarietà per preservare le opere e gli oggetti di culto» che «sono stati salvati e messi al riparo». Lo ha detto il sindaco di Parigi Anne Hidalgo sull’incendio che sta devastando Notre Dame.

 

Ore 22.15  Dopo tre ore la Cattedrale di Notre Dame di Parigi brucia ancora nonostante l’intervento dei vigili del fuoco. Il vento è andato via via ad aumentare e questo rende più difficile lo spegnimento delle fiamme. Il grande interrogativo in questo momento è cosa resterà del monumento. La più grande preoccupazione è salvare il patrimonio custodito nella cattedrale. Non c’è peraltro alcuna certezza che si riesca a salvare la struttura. La Protezione civile francese intanto ha risposto a chi - come il presidente degli Stati Uniti Trump - invocava l’intervento dei Canadair: la struttura - è stato spiegato - collasserebbe sotto il peso dei lanci aerei dell’acqua. Grande emozione in tutto il mondo per quello che sta accadendo in queste ore nella capitale francese.

 

 

Ore 22  «Non è certo che Notre-Dame si salvi». Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Laurent Nunez, parlando con i giornalisti nei pressi della cattedrale in fiamme. Poco prima di lui, i soccorritori avevano dichiarato di non essere «sicuri di poter circoscrivere la propagazione» delle fiamme.

 

Ore 21 La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per determinare le cause dell’incendio della cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Lo riferiscono i media francesi. Inoltre, il comune della capitale francese ha aperto un’unità di crisi presso l’Hotel de Ville.

 

Ore 20 È crollata, in fiamme, la parte superiore della guglia di Notre-Dame, simbolo della città di Parigi.

«Notre-Dame di Parigi in preda alle fiamme. Emozione di tutta una nazione. Pensiero per tutti i cattolici e per tutti i francesi. Come tutti i nostri compatrioti, stasera sono triste di veder bruciare questa parte di noi»: questo il tweet di Emmanuel Macron, che sta arrivando alla cattedrale di Notre-Dame in fiamme.

 

Ore 19.15 Un denso fumo nero si sta alzando dal centro di Parigi ed è visibile in gran parte della città. Secondo le prime indicazioni, l’incendio si sarebbe sviluppato da un’impalcatura presente sul posto per i lavori di restauro. 

L’intera Ile-de-la Citè, dove sorge la cattedrale di Notre-Dame, è isolata, i turisti - molto numerosi - sono dall’altra parte della Senna e fissano le fiamme che stanno divorando il tetto e la guglia del monumento gotico. Sul posto sono già crollate parte delle impalcature che servivano per i lavori. Diversi elicotteri sorvolano la zona.

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