«Un ospedale
non ha seguito
i protocolli»

Il premier Conte presiede il tavolo per far fronte all'emergenza Coronavirus
Il premier Conte presiede il tavolo per far fronte all'emergenza Coronavirus
25.02.2020

Basta «iniziative autonome non giustificate», basta andare «in ordine sparso», perché si rischia di far danno: se mancasse il coordinamento tra i servizi sanitari regionali il governo potrebbe intervenire con «misure che contraggono le prerogative dei governatori». Il premier Giuseppe Conte prova a mettere ordine nel caos generato in tutta Italia dall’allarme per il Coronavirus. Spiega che all’origine di uno dei focolai c’è stata la gestione «di un ospedale» non in
linea con i protocolli. E, ovviamente si tratta di un ospedale di una regione del nord. Poi chiede anche ai presidenti delle Regioni fuori dall’area del contagio di non agire da soli, senza indicazioni da Roma.

 

LA LEGA ATTACCA IL PREMIER

Ma le sue parole scatenano un putiferio e rompono il fair play che c’era stato finora anche con i governatori leghisti, riportando in primo piano lo scontro in atto con Matteo Salvini. «Conte usa parole quasi fasciste, evoca i pieni poteri, si dimetta», dice Riccardo Molinari a nome della Lega. 

 

TENSIONI GOVERNO-REGIONI

Conte intanto istituisce un tavolo di coordinamento quotidiano tra governo e regioni nella sede della Protezione civile. L’obiettivo è anche prevenire episodi come quello della quarantena imposta in Basilicata agli studenti che tornano dal Nord. O della sua telefonata, a conferenza stampa in corso, al presidente delle Marche Luca Ceriscioli che stava per annunciare la chiusura delle scuole: il premier gli chiede di non farlo e il governatore, immediatamente, si adegua. Anche con i governatori del Nord, che fronteggiano il contagio, Conte sceglie la linea del filo diretto: su quel filo punta per tenere l’unità nazionale contro il Coronavirus, mentre Matteo Salvini cannoneggia il governo. A tarda sera però i rapporti sembrano vacillare quando Conte dice che per governare l’emergenza il governo è pronto non solo, come annunciato dal ministro Francesco Boccia, a impugnare decisioni fuori asse delle regioni, ma anche a intervenire al loro posto in materia di sanità. «Un’idea irricevibile e per certi versi offensiva», dice il lombardo Attilio Fontana, che rivendica quanto fatto dalle Regioni e aggiunge che a questo punto inizierà a ricordare di aver avvertito il governo un mese fa dei rischi di contagio. «Qualche risposta è mancata dal governo», attacca anche il ligure Giovanni Toti. Si rompe così lo spirito da unità nazionale che aveva segnato finora la gestione dell’emergenza.

 

BOTTA E RISPOSTA CONTE-SALVINI

Conte in serata annuncia anche un «tavolo con tutti i partiti» a Palazzo Chigi e spiega che inviterà Salvini. «Ma la smetta di speculare», aggiunge spazientito. Il leader della Lega era sembrato abbassare i toni, dicendosi pronto a collaborare con proposte e rispondere a una chiamata del premier. Ma in realtà non depone le armi, sposta solo un po' più in là, a emergenza placata, la richiesta di «dimissioni» di chi nel governo si è mostrato «incapace» perché «ha aspettato il morto per agire». «Non si comporta così un leader dell’opposizione», si indigna Conte. E a Salvini che dice di attendere una chiamata o un messaggio, il presidente del Consiglio replica che è pronto a mostrare un messaggio a lui inviato e le telefonate senza risposta.

 

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