Marzia Santella
presenta il suo
nuovo libro

A cura di Publiadige

La copertina del nuovo libro di Marzia Santella
La copertina del nuovo libro di Marzia Santella
17.07.2019

Marzia Santella, nata ad Adria, Rovigo, è scrittrice, giornalista pubblicista e imprenditrice. Laureata in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Bologna. Ha pubblicato due romanzi: “La Canaglia” Editing Edizioni, “Fino alla Fine” Albatros, ed una raccolta di racconti: “Marzia con gli Stivali ed altri racconti” Mediagraf Edizioni. Collabora costantemente con il quotidiano “la Voce di Rovigo”. Nel 2016 nel concorso letterario nazionale “Unicorno” ha ricevuto il Premio Guido Piovene con il romanzo Fino alla Fine, nel 2018 ha vinto il Premio come Miglior Opera Autobiografica per “Marzia con gli Stivali e altri racconti” lo stesso libro ha conquistato anche il Premio della Giuria Narrativa Edita al 7* concorso letterario internazionale “Locanda del Doge”. Una vacanza studio (questo libro) è in realtà il primo romanzo scritto dall’autrice che non aveva mai proposto agli editori. Proprio quest’oggi Marzia ci ha gentilmente rilasciato un’intervista, che vi proponiamo qui di seguito.

 

1. Perché ha cominciato a scrivere?
C’è un’immagine nella sua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittrice? Mi ricordo che un giorno mentre ero in vacanza al mare, avevo circa sedici anni, mi venne l’idea di scrivere la storia della mia compagnia che ogni anno si ritrovava nello stesso condominio tra flirt, scherzi e falò in spiaggia. Per un lungo tempo dopo aver scritto, a mano, alcune pagine al mare non c’ho più pensato. Proprio l’idea di raccontare, la mia prima vacanza studio in Inghilterra, frequentavo il Liceo Linguistico, mi ha spinto a scrivere questo romanzo. Uno stile di scrittura senza troppi fronzoli che punta diretto alle emozioni adolescenziali che riempiono ogni cellula del proprio essere. La mia passione per la scrittura è divenuta poi sempre più prepotente spingendomi ad intraprendere anche la strada del giornalismo e, ultimamente e contemporaneamente la via della poesia dimensione nuova e avventurosa certa che comunque non smetterò mai di scrivere.

 

2. Ci racconti il suo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo.
Sicuramente quando ho iniziato a scrivere prediligevo lo stile tipico del diario: raccontando i fatti così come avvenivano tralasciando lo sfondo e puntando sulle emozioni e sugli stati d’animo poi, invece ho cercato di arricchire lo stile ampliando la prospettiva per dare al lettore una storia più coinvolgente in cui ci si possa riconoscere perché ritengo che le emozioni ed i sentimenti siano un motore eccezionale che muove persone ad intraprendere azioni, viaggi ed esperienze inimmaginabili. Ultimamente ho iniziato a scrivere poesie, dimensione nuova per me che mi spinge a ricercare sensazioni ed emozioni da esprimere trovando nuove ispirazioni.

 

3. A che lettore pensa quando scrive?
Scrivo senza pensare ad un lettore definito per caratteristiche specifiche, scrivo sull’onda dell’ispirazione esprimendo ciò che sento. Quando, poi, i lettori mi riferiscono che le mie storie hanno suscitato ricordi, evocato situazioni simili, rinnovato il piacere stesso della lettura, mi rendono profondamente felice.

 

4. Quali autori l’hanno formata maggiormente e com’è arrivato a loro?
Sono una lettrice fin dalla tenera età: iniziando con i fumetti che divoravo come la pizza. Crescendo la mia “fame di lettura” si allargata ad ogni genere letterario. Nel corso della vita ho apprezzato tanti scrittori che mi hanno regalato emozioni e momenti indimenticabili, da Oscar Wilde a Wilbur Smith, da Pirandello a Camilleri, dai classici Tolstoj, Fitzgerald, Hemingway: impossibile nominarli tutti.

 

5. Raccontaci il tuo libro e perché leggerlo.
“Una vacanza studio in Inghilterra narra la storia di un’adolescente che si sente un po' impacciata, nello sfondo gli anni ’80 quando internet ed i telefoni cellulari non esistevano. Un viaggio nel tempo per i miei coetanei, una vacanza studio in un tempo in cui esistevano solo contatti dal vivo senza localizzazione, senza ingerenze dei genitori, vivendo le amicizie tra discussioni, perché no? Approcci impacciati, timori adolescenziali e avventure scritte in uno stile semplice e diretto senza ridondanze. Un libro che racconta una vacanza e, allo stesso tempo, un passo verso la determinazione di sé stessi tipica dei sedici anni quando il confronto con gli amici diventa essenziale e si scopre quanto sia difficile e bello diventare adulti, indipendenti e liberi.”

 

6. Quale dei personaggi del tuo libro assomiglia più a te?
O che aspetto del tuo libro hai più a cuore? Una vacanza studio in Inghilterra narra una storia auto biografica avvenuta nel 1985, però Iris e gli altri personaggi seppure ispirati dalla realtà sono stati poi elaborati dalla mia immaginazione e le vicende sono frutto della mia fantasia. Ritengo che il confronto tra i personaggi sia importante per comprendere che la comunicazione tra adolescenti è fondamentale per lo sviluppo della personalità, discussioni comprese in antitesi con l’odierno individualismo come espresso perfettamente in questo passo: “Gli adolescenti se per un verso si caratterizzano come la generazione delle scelte, della sperimentazione e dell’esplorazione, anche attraverso forme inedite come il web, il social network e in generale internet, per altro verso rappresentano anche una generazione a rischio di disorientamento, chiusure autoreferenziali, demotivazioni e rinunce neo tribali. (Casoni 2008; Giardiello 2014 a)”.

 

7. Cosa ci riservi per il futuro?
Prossime pubblicazioni o progetti Sto scrivendo un romanzo nuovo, protagonista una donna di sessant’anni, un’esistenza che si accende di nuove esperienze quando già pensava che fosse finita perché ritengo che la vita vada sempre vissuta anche attraverso le fasi buie che si trovano nel nostro percorso si possono sempre scoprire nuove luci e nuove emozioni se ci si sforza di non chiudere il cuore. Parallelamente scrivo poesie per la mia prima silloge.

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