Australia, 480 milioni di animali morti per i roghi

04.01.2020

L'Australia continua a bruciare. Decine di migliaia di persone sono state evacuate da tre Stati del sudest a causa degli incendi che continuano a devastare il Paese. Dall'inizio degli incendi, in settembre, almeno 20 persone sono morte, decine sono state dichiarate disperse e oltre 1.300 abitazioni dono state distrutte.

 

Drammatico anche l'impatto ambientale con una stima che indica in quasi mezzo miliardo il numero di animali che sono morti per i roghi. I video postati sul web mostrano mezzi dei vigili del fuoco attraversare foreste infuocate, canguri, koala e altri animali in fuga.

Il macabro conteggio è fermo a 480 milioni di animali morti. Si tratta di una stima per difetto, secondo il professor Chris Dickman dell’Università di Sydney perchè il calcolo parte da settembre non comprende insetti, pipistrelli o rane. Gli animali sarebbero stati uccisi direttamente dagli incendi o indirettamente dalla perdita di habitat. «Probabilmente molti degli animali sono stati uccisi direttamente dagli incendi, mentre altri sono morti successivamente a causa della perdita di cibo e riparo e per la predazione da parte di gatti selvatici e volpi rosse».

 

KOALA. I più colpiti sembrano essere i koala, già in “naturale” declino: fino al 30% della popolazione sulla costa centro-settentrionale del New South Wales potrebbe essere stata uccisa. Gli incendi hanno distrutto più di 5 milioni di ettari, un’area che equivale alla superficie di Piemonte e Lombardia.

Una strage senza precedenti. L'allarme è stato lanciato dal ministro dell'Ambiente di Canberra, Sussan Ley che, in un'intervista al programma radiofonico AM della ABC, ha spiegato: «Ne sapremo di più quando gli incendi si placheranno e sarà possibile effettuare una valutazione adeguata».

 

La popolazione dei koala conta tra i 15 mila e i 28 mila esemplari. A inizio dicembre le prime stime dei danni, per quanto riguarda la specie, non preannunciavano niente di buono. Si parlava di migliaia di koala morti carbonizzati dei quali, le autorità avevano avvisato, sarebbe stato quasi impossibile perfino recuperare i cadaveri.

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