Sparita in crociera
Il compagno trova
le lettere d’addio

La Msc Opera a bordo della quale ha viaggiato la comitiva vicentina
La Msc Opera a bordo della quale ha viaggiato la comitiva vicentina (BATCH)
Valentino Gonzato09.11.2015

Aggiornamento delle 18.15. Si fa sempre più strada l'ipotesi del suicidio per Rosanna Rossato, la pensionata di 75 anni  scomparsa dalla nave da crociera Msc Opera diretta a Genova, dove la donna non è mai arrivata. Secondo gli investigatori, l'anziana due sere fa avrebbe mandato anche un sms alla figlia con scritto solo "perdono". Sulla faccenda comunque è stato aperto un fascicolo, anche perché non è ancora esclusa la possibilità di una caduta accidentale. Le ricerche, alle quali collabora anche Msc, proseguono in tutto il mare Ligure e nella zona dell’isola d’Elba. La Compagnia ha espresso «vicinanza ai familiari della passeggera».

VICENZA. Scomparsa nel nulla. L’hanno cercata nella sua cabina, ma non c’era. Hanno esteso le ricerche all’intera nave: ancora niente. A bordo della Msc Opera non c’è più traccia di Rosanna Rossato, settantacinquenne che abita in città in via Cricoli. Dietro l’inquietante vicenda aleggia lo spettro di una malattia. Che potrebbe aver spinto la pensionata a prendere una decisione drammatica, come farebbero presagire tre lettere lasciate in casa prima di partire in crociera.

L’allarme è scattato alle 9.15 di ieri quando il gruppo di vicentini, che aveva partecipato al viaggio organizzato, è sbarcato a Genova. Rossato non era scesa assieme al resto della comitiva. L’ultima volta era stata vista a cena, la sera precedente. La sua assenza è stata segnalata al personale di terra di Msc Crociere, che ha chiesto ai colleghi a bordo della nave di andarla a chiamare. La cabina della donna, però, era vuota. Le ricerche sono poi state estese al resto dell’Opera, mentre gli altoparlanti chiedevano invano alla vicentina di presentarsi al check out. A quel punto, quello che era stato percepito come un ritardo, ha iniziato ad assumere le tinte del giallo ed è iniziata la preoccupazione.

Sulla valigia della settantacinquenne, che lei stessa aveva lasciato fuori dalla cabina qualche ora prima dello sbarco come da prassi, c’era un cartellino con scritti sopra il numero di cellulare della figlia e del compagno, Davide, pure lui di 75 anni. Entrambi sono stati messi al corrente della scomparsa dal personale di bordo. Temendo che potesse essere accaduto qualcosa di grave, l’uomo è corso a casa di Rosanna e sul comodino della camera da letto, accanto alla televisione, ha trovato tre lettere scritte dalla compagna: la prima era indirizzata alla figlia, la seconda alle nipoti e la terza a lui, l’uomo con il quale aveva allacciato una relazione circa due anni fa. Tre missive nelle quali la pensionata avrebbe messo nero su bianco le proprie intenzioni.

Mentre il resto della comitiva, dopo oltre due ore di attesa, era in viaggio in pullman verso Vicenza, essendo Genova l’ultima tappa del viaggio di cinque giorni, Davide si è subito presentato al comando provinciale dei carabinieri per raccontare quello che avevano appena scoperto. E così i militari hanno girato la denuncia di scomparsa alla polizia di frontiera di Genova.

«Sapevo che era malata, ma Rosanna era comunque entusiasta di partire in crociera», afferma Davide. «Mi mandava un messaggio ogni giorno, dove mi diceva che si stava divertendo. La sera prima dell’arrivo a Genova mi aveva chiamato per dirmi che ci saremmo visti domenica pomeriggio. Non riesco davvero a crederci». Il resto del gruppo che ha preso parte alla crociera racconta che la donna non partecipava mai alle attività e se ne stava sempre in disparte. La vedevano solo a cena, come la sera precedente alla scomparsa. «Strano, è sempre stata socievole e briosa - ricorda il compagno -. Forse stava covando dentro la decisione di farla finita perché non voleva affrontare le terapie dolorose che la attendevano una volta tornata a casa». Davide non riesce a darsi pace: «Se in questi giorni fossi andato a casa di Rosanna - afferma con dolore - avrei trovato prima le sue lettere e forse avrei potuto evitare la disgrazia». Fino a quando non ci saranno notizie certe, il compagno e la figlia aspettano. Anche se speranza e ragione, ora, dicono due cose diverse.

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