Si può votare
in tre modi: ecco
le insidie da evitare

Schede elettorali
Schede elettorali
Paolo Mutterle 09.06.2018

 Sei candidati sindaco, quindici liste, 443 candidati consiglieri. È la possibilità di scelta offerta ai vicentini che domani dalle 7 alle 23 si recheranno alle urne per l’elezione del nuovo primo cittadino e per il rinnovo del Consiglio comunale. Con un primo distinguo: come in passato, il nome dei candidati sindaco e i simboli delle liste a essi collegate sono stampati nella scheda elettorale, mentre i nomi dei candidati consiglieri vanno scritti, eventualmente, di fianco alla lista di appartenenza. Non è un obbligo (si può votare solo il sindaco o la lista), ma una possibilità. COME SI VOTA. L’elettore può esprime il proprio sostanzialmente in tre modi: tracciando un segno solo sul nome del candidato sindaco (in questo caso il voto va soltanto al candidato sindaco); tracciando un segno solo su una lista (in questo caso il voto va alla lista prescelta e al candidato sindaco collegato); sul nome di un candidato sindaco e su una lista che sostiene un altro diverso candidato (il cosiddetto voto disgiunto). DOPPIA PREFERENZA. Confermata la doppia preferenza di genere, che debuttò nel 2013. Oltre al candidato sindaco e alla lista, si possono esprimere fino a un massimo di due preferenze, scrivendo il nome e cognome, o soltanto il cognome, dei candidati. Attenzione, perché le due preferenze vanno indirizzate a un uomo e a una donna, che devono appartenere alla stessa lista prescelta. Se l'elettore esprime due preferenze entrambe per candidati maschi o entrambe per candidate di sesso femminile, la seconda preferenza espressa sarà annullata. È sempre possibile esprimere una sola preferenza, scrivendo cioè un solo nome. LE INSIDIE. Qualcuno, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, ha notato una novità rispetto al passato: nel 2013 le liste collegate si aprivano “a ventaglio“ di fianco al nome del candidato sindaco. Stavolta invece i simboli compaiono sotto. Per chi è sostenuto da una sola lista (Bano, Equizi, Albertin, Maroso) non cambia nulla; per chi ha più liste, ovveroDalla Rosa e Rucco, c’è il rischio che la croce sul nome del candidato sindaco sbordi sul rettangolo della lista sottostante (rispettivamente Quartieri al Centro e #Rucco Sindaco). Cambia poco, perché il voto al candidato sindaco resta comunque valido; a rischiare l’invalidità sarebbe, eventualmente, il voto a un’altra delle liste collegate. Nell’entourage di Rucco poi qualcuno fa notare come il simbolo della lista civica #Rucco Sindaco potrebbe ingannare chi volesse votare il solo candidato e non la lista civica; in questo caso la croce va messa solo sul rettangolo “Francesco Rucco” e non sul simbolo. Ma si parla comunque di casi residuali. Le schede vengono composte e stampate dalla prefettura, seguendo le disposizioni generali inviate dal ministero degli Interni. L’ordine dei candidati e delle liste è stato invece sorteggiato lo scorso 15 maggio dalla commissione elettorale circondariale. AI SEGGI. Un presidente di seggio, Angelo Ferrari, aveva sollevato la preoccupazione per il fatto che i nomi dei 443 candidati consiglieri dovessero essere trascritti manualmente nei verbali di seggio; questione già risolta, perché nei seggi arriverà un foglio adesivo da incollare sui verbali con i nomi dei candidati già stampati. •

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