“Scuole nel bosco”
e asili familiari
rifugio dei no-vax

Bimbi non vaccinati: le famiglie cercano alternative
Bimbi non vaccinati: le famiglie cercano alternative
14.02.2018

VICENZA. Rischiano di diventare il “rifugio” dei no vax. Realtà educative alternative alla scuola pubblica alle quali bussano i genitori che non intendono vaccinare i propri figli, ma al tempo stesso non vogliono rinunciare ad un percorso di formazione che comincia a tre anni, alla pari dei plessi statali, comunali e paritari dove in questi giorni è cominciato il conto alla rovescia al 10 marzo, termine ultimo per la profilassi obbligatoria negli alunni da zero a tre anni, pena la sospensione dalla frequenza.

Una scadenza cruciale per le famiglie “inadempienti” che potrebbero ritrovarsi da un giorno all’altro con i figli a casa, costrette a cercare in tutta fretta altri interlocutori a cui affidare i propri bambini. Ma quali? La mappa delle strutture alias gruppi di genitori o associazioni culturali o ancora cooperative che si occupano di seguire i piccoli in età prescolare è più ampia di quanto si possa immaginare e comprende asili, abitazioni private trasformate in aule di scuola, parchi dove si impara immersi nella natura, vedi le “scuole nel bosco” che nel Vicentino si stanno allargando a macchia d’olio. Bassano, Marostica, Priabona di Malo, Altavilla, Santorso, Trissino, Fimon: sono queste le zone dove si trovano queste scuole che che non sono riconosciute come tali dallo Stato e di conseguenza sfuggono all’obbligo vaccinale.

 

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