Parolin sul voto
«Serve l'aiuto
dei cattolici»

Il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin con il vescovo Pizziol. COLORFOTO
Il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin con il vescovo Pizziol. COLORFOTO
13.03.2018

VICENZA. «La paura non è mai buona consigliera e non aiuta a costruire. Noi speriamo che anche con il contributo dei cattolici si possa costruire una convivenza civile, anche in una dialettica diversa». Lo ha detto stasera a Vicenza il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, rispondendo ai cronisti sugli scenari del dopo voto e sulle "paure" per l’emersione di sentimenti estremismi. «Spero che i cattolici - ha aggiunto - possano ancora avere una voce significativa all'interno del panorama della società italiana e della nostra cultura». «La Chiesa - ha proseguito il prelato - è molto realista ed è pronta a lavorare e a confrontarsi con chi c’è. Va rispettato il voto, i cittadini si sono espressi e hanno dato la loro preferenza, scegliendo chi vorrà governarli. Per quanto riguarda i nuovi scenari che si stanno delineando, si porteranno avanti i nostri valori, di formazione delle coscienze, di fronte magari a proposte che non sempre coincidono».

 

Parolin ha poi tracciato un bilancio dei cinque anni di pontificato di Papa Bergoglio. «Secondo me la cifra per leggere in una sola parola questo pontificato è la gioia. Non è un caso che tutti i documenti del Papa cominciano con la parola gioia o sinonimi come "evangelii gaudium", "amoris laetitia" o "laudato si"». «Una gioia - ha aggiunto - che viene dal fatto della misericordia, cioè il sentirsi amati personalmente dal Signore per quello che siamo, ma anche dalla gioia di condividere la scoperta della "perla preziosa", per usare il tema dell’evangelizzazione della Chiesa».