I santuari della storia nel presepe di Bepi

La suggestiva ricostruzione della Basilica di San Pietro illuminata. FOTOSERVIZIO COLORFOTOBepi Cegan mostra la sua basilica di Monte Berico
La suggestiva ricostruzione della Basilica di San Pietro illuminata. FOTOSERVIZIO COLORFOTOBepi Cegan mostra la sua basilica di Monte Berico
Luisa Nicoli 02.01.2019

Mastro Geppetto esiste. E ha la sua bottega da falegname, «il mio regno» dice, a Monteviale, in quella che una volta era la cantina della chiesa di Santa Maria Assunta, trasformata in laboratorio di attrezzi per concessione della parrocchia. Si chiama Giuseppe “Bepi” Cegan, ha 87 anni e lavorare il legno è stata la sua vita. Una passione e una professione. Per ammirare le sue creazioni, frutto di un lavoro minuzioso, si può far visita al presepe allestito in chiesa. Una Natività piena di dettagli, c’è pure la neve (artificiale) che scende dal cielo, arricchita dalle riproduzioni in scala di alcuni monumenti, rigorosamente in legno, realizzati da Cegan, che ogni anno aggiunge un “pezzo”. È partito dalla chiesa di Monteviale «dove sono stato battezzato» dice, per continuare con la basilica di Monte Berico, di San Pietro a Roma «il colonnato e la piazza però li ho realizzati l’anno dopo», e la Basilica Palladiana, 90 centimetri di lunghezza, con campanile di piazza dei Signori, alto quasi un metro. Per quest’ultima ci è voluto oltre un anno di lavoro. È in legno di abete e all’interno ha un sistema di luci a led che la rendono ancora più suggestiva. «Ogni colonna è composta da sette elementi – spiega – e ha sette diverse lavorazioni, dalla base al capitello e al risvolto». Ci sono le statue, la scalinata, la copertura, l’orologio nel campanile. Tutto sembra incredibilmente reale, grazie a quelle mani preziose e segnate dal lavoro, che hanno trasformato con minuzia i pezzettini di legno in una preziosa scultura. «Lavorare il legno è l’amore della mia vita. Ho studiato dagli Scalabrini a Bassano e ricordo ancora il presepe che veniva allestito. Poi ho fatto il falegname, nelle piccole botteghe di Monteviale. Erano gli anni Cinquanta. Costruivo sedie per la chiesa, le carriole per le miniere, le tavole per lavare i panni. Ho lavorato anche all’arsenale di Vicenza: si trasformavano le carrozze di terza in seconda classe». Poi però avere un impiego fisso era diventato difficile e così Giuseppe, con il cugino Mariano, nel 1956 si è trasferito in Svizzera, dove ha vissuto anche dopo il matrimonio con Luciana. «Ho costruito io letto e armadio» ricorda. Rientrato poi in Italia, dopo un periodo a Verona, dove ha anche partecipato alla mostra internazionale dei presepi, è tornato a Monteviale nel 1999, dopo aver perso la moglie. «Ho iniziato dal 2002 a lavorare con la parrocchia sul presepe – continua – molte delle creazioni poggiano su pezzi di legno che ho recuperato dalla spiaggia di Porto San Giorgio dove andavo d’estate. La natività invece viene da Recanati come molte statue mobili. Quando ho deciso di riprodurre la Basilica Palladiana mi sono scaricato i disegni. L’ho studiata a lungo, sembrava troppo complessa, ma mi sono intestardito e l’ho realizzata». Il presepe si potrà visitare fino a fine gennaio. «Ci sono volute due settimane di lavoro per l’allestimento – spiega il parroco don Antonio Uderzo – nelle tre chiese dell’unità pastorale abbiamo voluto creare tre presepi diversi. Le spese? Cerchiamo di recuperarle dalle offerte. L’anno scorso però hanno forzato la cassettina e rubato tutto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA