Accampati al bar
a leggere i giornali
Arrivano i “divieti”

Uno dei cartelli nel bar.  TROGU
Uno dei cartelli nel bar. TROGU
L.N. 18.10.2018

MONTEVIALE. A Monteviale un’edicola non c’è. E nella zona collinare, tra il nuovo centro culturale, le scuole e il municipio, l’unico punto di riferimento per trovare i quotidiani è il bar Smile, in via Donestra. Dove il titolare Gianmatteo Corato, tra un caffè e l’altro, cerca di “difendere” anche la sua seconda attività, ovvero la rivendita di giornali. Così da qualche tempo all’esterno del bar, dove ci sono i tavolini per gli avventori, e all’interno, in bella vista, sono apparsi alcuni cartelli che recitano “Chi tiene il giornale del bar per più di 15 minuti è pregato di leggerlo ad alta voce” e ancora “Il giornale del bar si sfoglia e non si studia”.

 

Il chiaro riferimento è ad un utilizzo oculato dei quotidiani, Il Giornale di Vicenza e “rosea”, messi a disposizione dal bar. Chi entra sorride davanti ai cartelli posizionati dal barista-edicolante. E procede con caffè e quotidiano, che qui, come altrove, soprattutto al mattino sono ancora una bella abitudine per iniziare la giornata. E i giornali sul bancone, quelli “compresi nel prezzo” di un caffè, vanno quasi a ruba. Ma occhio al tempo di lettura. Che sia quello di un caffè, non quello di un banchetto di nozze.

 

«Io i giornali li vendo - spiega Gianmatteo Corato, titolare del bar - e non mi sembra giusto che si venga qui per un caffè e si resti tutta la mattinata seduti a leggere i quotidiani a disposizione della clientela». Per questo motivo sono scattati i cartelli di avvertimento ai clienti. Per leggere tutte le notizie, anche al bar, il giornale si può sempre acquistare.