«Mia figlia è trasformata
Ora è Tarek che comanda»

Tarek Abbassi abbraccia la giovane in una foto su Facebook
Tarek Abbassi abbraccia la giovane in una foto su Facebook
V.G.16.11.2018

«È trasformata. Sono cambiati i rapporti con me e mio marito, i suoi fratelli, le sue sorelle. Lei aveva un rapporto meraviglioso con noi. Si è isolata da tutto». La madre della ragazzina che nell'ultimo anno è scappata di casa una decina di volte è una donna stanca e provata dalla vicenda. «Possibile che dopo un mese e mezzo che esce con lui succede di tutto? Nostra figlia siamo andati a prenderla in questura», si sfoga. I genitori stanno provando di tutto per riavere la figlia di un tempo. Chiedono subito aiuto «perché mia figlia si era innamorata del ragazzo sbagliato». Denunciare Tarek solo perché esce con la ragazzina non è possibile. Il tunisino non commette un reato. «Decidiamo di mandarla in cura da una dottoressa. E mia figlia le dice che non è vero niente, che Tarek è un bravissimo ragazzo, che ha spacciato tempo fa ma non lo fa più». La minorenne accusa la famiglia di essere «razzista» e dice alla specialista che i genitori si stanno «inventando un sacco di cose». Poi, però, il tunisino viene arrestato per spaccio e la fidanzata denunciata perché ha una carta d'identità rubata. «Da quando lo conosce non avvisa che esce, sparisce - prosegue la madre -. E torna quando vuole. Lui ha il comando. Una volta mi ha detto che stavano arrivando e l'ho rivista dopo quattro giorni». Sua figlia è stata plagiata? «Io non so come chiamarlo. Ma da quando lo conosce, non è più lei. È una situazione tremenda. Da quando ha conosciuto Tarek è lui che mette le regole nella nostra famiglia», conclude.

 

La donna sa di avere l'appoggio della questura, alla quale si è rivolta più volte. I poliziotti hanno fatto tutto quello che era possibile: hanno svolto indagini, segnalato il caso ai servizi sociali, al tribunale per i minorenni e a quello civile. Il questore ha emesso anche un provvedimento di espulsione vanificato poi dal guasto dell'aereo che a settembre avrebbe dovuto riportare in Tunisia l'immigrato irregolare. Ciò nonostante, il lavoro dei detective della squadra mobile prosegue senza sosta.

CORRELATI