Mattarella all'Anci
«Fuori dalla crisi
Ora investimenti»

Il presidente Mattarella all'assemblea dell'Anci (foto Paolo Giandotti)
Il presidente Mattarella all'assemblea dell'Anci (foto Paolo Giandotti)
 
11.10.2017

VICENZA. ore 18.40 «Presidente, questa fascia è il simbolo più caro e importante per un sindaco, perchè rappresenta la voglia delle nostre comunità piccole o grandi, di sentirsi orgogliosamente unite nel Tricolore. La consegno nelle sue mani per ringraziarla della sua affettuosa vicinanza». Con queste parole il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha consegnato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la fascia tricolore al termine della cerimonia di inaugurazione della 34esima assemblea dell’Anci che ha preso il via oggi a Vicenza. Un gesto per manifestare la gratitudine dell’associazione nei confronti del Capo dello Stato presente per il terzo anno consecutivo ai lavori dell’Anci.

 

ore 18.30 Quella dell’immigrazione «è una questione controversa nella pubblica opinione. Si tratta di fenomeni inediti, di portata globale, che richiedono non di essere rimossi mentalmente ma di essere governati - come si sta cercando di fare - se si vuole evitare di esserne travolti nei prossimi anni». Lo ha puntualizzato il Capo dello Stato Sergio Mattarella in uno dei passi del suo discorso all’assemblea dell’Anci. «Questi fenomeni provocano difficoltà e diffondono timori, di cui tenere adeguatamente conto. Siamo chiamati ad affrontarli - ha detto ancora - con intelligenza, con umanità, con capacità di visione, con fermezza nel contrasto delle organizzazioni criminali. All’Europa, di cui siamo parte, chiediamo di essere all’altezza del proprio ruolo nel mondo, della propria dignità e della propria cultura. La solidarietà dell’Europa non è solo garanzia di efficacia. È anche garanzia di sicurezza per tutto il Continente. La solidarietà e l’equa distribuzione delle responsabilità, che noi  chiediamo ai nostri partner dell’Ue, dobbiamo farla vivere anche nel nostro Paese».

 

ore 18.10  «All’Europa, di cui siamo parte, chiediamo di essere all’altezza del proprio ruolo nel mondo, della propria dignità e della propria cultura. La solidarietà dell’Europa non è solo garanzia di efficacia. È anche garanzia di sicurezza per tutto il continente». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «La solidarietà e l’equa distribuzione delle responsabilità, che noi chiediamo ai nostri partner dell’Unione europea, dobbiamo farla vivere anche nel nostro paese. I Comuni, i vari territori, le Regioni devono essere impegnati ad armonizzare gli interventi, a sostenere, con il concorso dello Stato, le responsabilità e le opportunità dell’integrazione possibile. Nessuno - ha aggiunto - può voltare le spalle dicendo "non mi riguarda" perchè nella realtà non è così: gli oneri e le responsabilità vanno divisi equamente».

 

ore 18.05  Ancora Mattarella: «So bene che occorrono programmi mirati, investimenti ben selezionati. Più investimenti di quanto non abbiano consentito in questi anni i limiti di bilancio a causa di una crisi economico-finanziaria, di eccezionale gravità e durata, dalla quale siamo finalmente usciti».

 

ore 18 «La forza della nostra democrazia sta nella capacità di rispettare la pluralità e di comprendere quando è in gioco il bene comune che richiede un impegno condiviso», ha detto Mattarella. «Il senso più profondo delle istituzioni sta proprio nella coscienza dell’interesse generale, che mai va smarrita nel confronto, a volte aspro, sui cambiamenti da realizzare», ha aggiunto.

 

ore 17.50 «Gli ottomila Comuni sono il tessuto connettivo della nostra Repubblica. Dal più grande al più piccolo hanno tutti la medesima dignità. Rappresentano, nel loro insieme, le differenti esperienze presenti nel Paese e la vocazione all’unità». Lo ha detto nel suo intervento il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

ore 17.15 «È necessario un confronto permanente con il Governo, anche duro. A breve sarà istituito un tavolo, da noi richiesto, per parlare di fondi ma non solo. Serve una nuova architettura istituzionale che tenga insieme le Città metropolitane e le Province. Enti che faticano ad assolvere alle loro funzioni fondamentali per via della carenza di risorse». Lo ha sottolineato nel suo intervento il presidente dell’ Anci, Antonio Decaro, secondo il quale è necessario «parlarsi chiaro», perchè «senza il ristoro di parte dei tagli che abbiamo subito nell’ultimo triennio, è a rischio la manutenzione di strade e scuole. È a rischio la sicurezza dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. Rischi che noi non siamo disposti a correre. Servono fondi per ristrutturare il debito. Servono garanzie per pianificare».

 

ore 16.40 Molto applaudito l'intervento di Achille Variati, nel triplo ruolo di sindaco, presidente della Provincia e presidente dell'Upi. Variati, da sindaco, si è rivolto ai colleghi ricordando «la passione ci dà la forza di continuare. Malgrado le risorse sempre minori, malgrado tutto noi ci siamo. Qualcuno dice che siamo dei matti per accettare questo incarico, io penso ci sia filo sottile che distingue la pazzia dall'amore: e noi siamo innamorati del nostro territorio». Quel territorio sinonimo anche di ambiente, verso il quale «in passato c'è stata poca attenzione. E oggi raccolgiamo i frutti e non sono buoni».

 

Variati fa nomi e cognomi: Pm10 e Pfas. Ma «questa terra (il Veneto) ha conosciuto un altro disastro», prosegue Variati facendo esplicito riferimento alla vicenda delle ex Popolari «che hanno ingannato azionisti e risparmiatori». Inganno proseguito «per anni, nel silenzio di chi doveva controllare». Variati si dice sicuro che «la magistratura farà il proprio dovere, ma Governo e Parlamento, oltre a quanto già fatto, dovranno ancora agire, magari in occasione della prossima legge finanziaria».

Quel governo al quale si rivolge anche in tema di immigrazione: «Basta carrette del mare, aiutiamoli là». Ma respinge al mittente ogni forma di «populismo».

 

Infine il riferimento al referendum che si terrà in Veneto e Lombardia. Con un avvertimento: «No a nuovo centralismo regionale». E un monito:  «Non isoliamoci come sindaci, autonomia deve essere sinonimo di responsabilità»

 

ore 16.30 «I sindaci sono lasciati soli e da soli si trovano ad affrontare i problemi quotidiani». Lo ha sottolineato la presidente dell’Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, sindaco di Mirano. «Abbiamo una limitata autonomia di spesa - ha aggiunto Pavanello, che nel suo intervento si è rivolta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - e spesso ci è difficile riuscire a far quadrare i conti». «Fra pochi giorni, proprio qui in Veneto - ha proseguito -, ci sarà il referendum per l’autonomia; sarà per tutti una prova di squadra costruttiva, che guarda al futuro».

 

ore 16.10 «Il nostro ruolo è presidio vero della democrazia italiana. Assolvere oggi al mandato ricevuto dai cittadini non è facile e agevole, non mi riferisco solo alle difficoltà finanziarie o alle lentezze burocratiche». Lo ha detto il sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell’ Anci, Enzo Bianco, aprendo l'assemblea Ancia.  «La reputazione dei sindaci è un bene prezioso della Repubblica. Il gioco duro delle forze politiche che attaccano il sindaco della parte avversa, provoca continuamente discredito sugli amministratori locali», ha aggiunto.

 

ore 16 Con l’Inno di Mameli, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono iniziati in Fiera a Vicenza i lavori della 34/ma assemblea nazionale dell’Anci. Tutti in piedi i sindaci, ognuno con la fascia tricolore, che hanno tributato un applauso al Capo dello Stato e ai presenti ai lavori. 

Ad accogliere il presidente Mattarella all'esterno sono stati il sindaco di Vicenza e presidente della Provincia Achille Variati, il governatore del Veneto Luca Zaia e il presidente Anci Antonio De Caro.

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