Vicenza Maltrattamento degli animali Vicenza è secondaVicenza | Vicenza

Maltrattamento
degli animali
Vicenza è seconda

Vicenza al secondo posto per maltrattamento di animali
Vicenza al secondo posto per maltrattamento di animali
11.07.2018

VICENZA. Un gattino preso a calci come un pallone e un cigno obiettivo di sassate da parte di un gruppetto di ragazzi. È il maltrattamento, anche nel 2017, il reato più contestato in Italia contro gli animali, con il maggior numero di indagati e con inquietanti casi di zoocriminalità minorile; le corse clandestine di cavalli e il traffico di cuccioli sono invece tra le prime emergenze zoomafiose.
È quanto emerge dal Rapporto Zoomafia 2018 «Crimini e animali», redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav (Lega Antivivisezione), che per la 19/a edizione - presentata oggi a Roma - ha avuto il patrocinio del Comando generale dell’Arma dei carabinieri e della Fondazione Antonino Caponnetto.


Nel 2017 sono stati aperti intorno ai 26 fascicoli al giorno, uno ogni 55 minuti per reati a danno di animali, e una persona è stata indagata ogni 90 minuti circa, secondo i dati forniti alla Lav da 115 Procure Ordinarie e 25 Procure presso i Tribunali per i Minorenni (pari all’83% di tutte le Procure del Paese).

Nella geografia dei reati, la Procura di Brescia si conferma quella con più procedimenti per reati contro gli animali nel 2017 - 527 con 387 indagati - con oltre la metà per reati legati alla caccia. «È noto - sottolinea Troiano - che la provincia di Brescia rappresenta l’hotspot del bracconaggio più importante d’Italia». Seguono Vicenza, Udine, Verona, Napoli, Roma, Milano, Torino, e Palermo. Fa da contraltare Crotone con zero procedimenti nel 2017 mentre la Procura con meno fascicoli è stata quella di Savona (3 a carico di ignoti).

I combattimenti tra animali sono il «vero allarme, un vero affare per la criminalità - rileva il Rapporto - con migliaia di animali vittime ogni anno». Molti i cani ritrovati con ferite da morsi o morti con cicatrici riconducibili alle lotte, sequestri di allevamenti di pit bull, pagine Internet o profili di Facebook che esaltano i cani da lotta. Il malaffare si è da tempo infiltrato nel mondo animale - corse clandestine di cavalli, traffico di cani, bracconaggio, uso intimidatorio - ed è approdato nel mondo degli allevamenti, della macellazione e della distribuzione della carne sino al settore ittico.