Pieve dei Berici, il flop costa 14 milioni

Giorgio Zordan 18.12.2018

Mentre a Longare le urne di sono riempite di Sì, Nanto e Castegnero hanno detto di No. E Pieve dei Berici, quello che doveva diventare il Comune più importante dell’Area Berica con i suoi 11.680 abitanti, probabilmente è morto ancora prima di nascere nonostante nel computo complessivo abbia vinto il Sì (2.162 voti totali contro 1.585). Un flop inatteso. «Poteva essere un momento storico, invece - ha dichiarato Gaetano Fontana, sindaco di Longare - come nel gioco dell’oca siamo tornati alla partenza. Peccato, quei 14 milioni di contributi messi a disposizione da Stato e Regione per i prossimi dieci anni potevano dare una svolta al nostro territorio. L’ultima parola spetta a Venezia, ma difficilmente il Consiglio regionale potrà ignorare che due Comuni su tre hanno detto no alla fusione». Segnali premonitori? Pochi e piccoli. «La voce che girava era che Longare sarebbe diventato il padrone di tutto, che Nanto e Castegnero avrebbero pagato i nostri debiti mentre il nostro avanzo di bilancio è il doppio della somma degli altri due Comuni. Il dato che emerge è che i nostri cittadini hanno seguito le indicazioni del Comune, e con la maggioranza includo le opposizioni. Così non è stato per Castegnero e Nanto». E ora? «Proveremo, ma credo senza successo, a fare leva sul fatto che l’entrata tardiva di Nanto, con le sue problematiche, ha provocato il dissesto. Sono convinto che se al voto fossimo andati solo con Castegnero il Sì avrebbe vinto. L’ultima parola spetta alla Regione che prenderà in considerazione il risultato complessivo, quello dei singoli Comuni e l’affluenza alle urne. Sarà quindi la Regione a decidere se completare la fusione e se tale fusione sarà a tre o a due. L’opera che avremmo voluto fare e che adesso resterà nel cassetto? Il rinnovamento dell’impianto sportivo, un progetto da 1,5 milioni». A Nanto i No sono stati 637, 139 più dei Sì. «Come leggo questo voto? Come un no a Longare, e una rinnovata fiducia - l’interpretazione del sindaco Ulisse Borotto - da parte dei miei cittadini che vogliono che governi il paese fino al 2021. La fusione? Ad aprile mi hanno chiesto se volevo partecipare, ho ritenuto giusto che a decidere fossero gli elettori. Abbiamo dato tutte le informazioni, ma alla fine i nantesi si sono spaventati, hanno avuto paura di perdere la loro identità. Resta il rammarico per quei 1,4 milioni di euro all’anno per un decennio che non arriveranno più». La delusione maggiore si respira a Castegnero (473 Si, 587 No). «È tantissima - conferma il sindaco Luca Cavinato – anche perché ne eravamo i promotori, convinti che sia questa la strada da portare avanti. Durante gli incontri c’è sempre stata alta partecipazione e mai erano emerse contrarietà palesi. Cosa non ha funzionato? La sensazione è che sia molto difficile spiegare le motivazioni di questo passo ai cittadini. Qui al momento tutti i servizi funzionano, ma le criticità alla lunga sono destinate ad emergere. Il cittadino non comprende quanto sia difficile amministrare. Questa è una sconfitta della comunità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA