Addio all’impresario dal cuore grande

Diego Fortunato con padre Francesco Zambotti alla cena per i trent’anni della “Tenda di Cristo”Casa Abramo a Villaganzerla
Diego Fortunato con padre Francesco Zambotti alla cena per i trent’anni della “Tenda di Cristo”Casa Abramo a Villaganzerla
Giorgio Zordan 14.08.2018

Giorgio Zordan CASTEGNERO Un imprenditore di successo, dedito con impegno e serietà alla propria attività nel settore dell’edilizia, e un uomo in cui batteva un grande cuore, pronto a venire incontro alle necessità dei meno fortunati. Diego Fortunato, originario di Villaganzerla, frazione del comune di Castegnero, contitolare della EdilVilla di Villaganzerla di Castegnero, che aveva fondato, si è spento all’età di 63 anni dopo una breve malattia all’ospedale di Vicenza dove era ricoverato da qualche giorno. «Diego Fortunato è conosciuto, lo dico al presente, nel settore dei costruttori vicentini – sono le parole del vice presidente di Confindustria Vicenza Gaetano Marangoni - come una persona estremamente dedita e focalizzata sullo sviluppo di ogni appalto. Viveva nei suoi cantieri. La velocità con cui portava avanti i suoi lavori è maggiore delle altre imprese grazie alla sua capacità di organizzare e far scorrete le attività. Inoltre aveva quella capacità che distingue i bravi costruttori da quelli normali o mediocri: sapeva migliorare i progetti prima di realizzarli, riuscendo ad apportare qualità riducendo i costi. Tra le opere in cui è stato impegnato recentemente ricordo il terzo stralcio dell’Università di Vicenza, ed il campus dei Licei a Schio. Un uomo con capacità sopra la media. Poi non va dimenticata la sua attività, da cristiano qual era, nel sociale. Non lo diceva, ma si capiva che credeva fortemente sul fatto che un pezzo del nostro tempo terreno deve essere impiegato a far del bene. Per un imprenditore non è banale o scontato, pochissimi programmano, riuscendoci, la propria attività tenendo del tempo anche per gli altri. Questo ne faceva un uomo speciale. Carattere burbero e volitivo, affermava con forza le proprie idee. Però il tutto per nobili scopi». Diego Fortunato, oltre a condurre l’apprezzata azienda edile che aveva contribuito a creare, era vicepresidente della Tenda di Cristo, l’onlus che ha sede a Cremona fondata dal padre camilliano Francesco Zambotti, con la quale ha realizzato numerose strutture aperte ai meno fortunati, costruendo Tende di Cristo anche in Brasile. «In paese – lo ricorda il sindaci di Castegnero Luca Cavinato - lo conoscevano tutti. Era una persona coinvolgente, non mancava mai di far partecipare chi incontrava nelle sue iniziative di volontariato. Era un vulcano di solidarietà. A Villaganzerla aveva un gruppo, e nel corso degli anni ha maturato l’idea di una struttura da mettere a disposizione dei bisognosi. Ha avuto in dono uno stabile in centro paese dalla famiglia Valdesolo e lo ha trasformato nella “Casa di Abramo”. La ristrutturazione non è del tutto conclusa, manca ancora una parte, ma è già funzionante. È un luogo a servizio di tutta l’Area Berica, dà risposte alle emergenze. È aperta alle persone in situazione di bisogno, dà provvisoriamente un tetto ed un pasto a chi è in difficoltà economiche, a chi è sotto sfratto, a chi naviga nella marginalità. La scomparsa di Fortunato è una grande perdita, non solamente per il paese, ma per tutto il volontario, a cui si dedicava una volta terminato l’orario di lavoro». Ad avvicinare Diego Fortunato all’associazione Tenda di Cristo, ricorda Donato Parise, uno dei volontari che operano nella “Casa di Abramo”, era stata la madre. «Era nella sua indole quello di pensare anche al prossimo. Durante i fine settimana era sempre nella struttura, e non stava con le mani in mano. Partecipava ai lavori, era una macchina. Non so dove trovasse le energie. E quando non era a Villaganzerla, era a Cremona per partecipare alle riunioni della Tenda di Cristo: tornava sempre con qualche derrata alimentare. Nei suoi discorsi nominava frequentemente papa Francesco, era il suo idolo. Ultimamente, vedendolo stanco e sapendo della malattia, gli raccomandavo di pensare alla sua salute, lui come risposta mi sorrideva». «La Tenda - aveva detto Fortunato in uun’occasione - non dà semplice assistenza ma un percorso di promozione della persona, della propria dignità valorizzando il dono che ognuno può rappresentare per l’altro». Il funerale sarà celebrato giovedì 16 agosto alle 9 nella chiesa parrocchiale di Villaganzerla. Diego Fortunato lascia la moglie Mariarosa e i figli Paolo, Marta e Flavia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA