La villetta abusiva
adesso diventa
un caso politico

La villetta abusiva in strada dell'Ospedaletto
La villetta abusiva in strada dell'Ospedaletto
Ivano Tolettini18.06.2018

VICENZA. È uno dei primi dossier, potenzialmente rognoso, sul tavolo del neosindaco Francesco Rucco, peraltro ereditato dal predecessore, ma con la variabile pesante poiché dopo il 10 giugno coinvolge uno dei suoi consiglieri più votati, Nicolò Naclerio, di 29 anni.

 

La circostanza che Nicola Naclerio e Tiziana Brogliato, genitori del consigliere, si oppongono con armi giuridiche all'abbattimento della villetta illegale in strada di Ospedaletto, per quello che il Tar e il Consiglio di Stato hanno dichiarato essere un macroscopico abuso edilizio, solleva un conflitto d'interesse in capo a Naclerio junior? Il fatto che i Naclerio hanno realizzato l'edificio destinato al figlio Nicolò per almeno due anni, come si impegnò con atto depositato all'Ufficio tecnico il 2 ottobre 2012, e una volta accertato che è abusivo abbiano avviato la causa per danni contro il Comune di Vicenza e il loro progettista e direttore dei lavori, ingegnere Italico Pitton, rafforza l'incompatibilità del consigliere Naclerio? L'ulteriore dato che la causa è da alcune centinaia di migliaia di euro, pare 600 mila, come stabilito dal consulente tecnico d'ufficio del tribunale, nell'accertamento tecnico preventivo avviato dai Naclerio con l'avvocato Gianluca Ghirigatto, che tipo di interrogativi susciterà al sindaco Rucco e alla giunta, visto che a battere cassa è la famiglia del suo consigliere? Quest'ultimo potrà continuare a rimanere tra le file della maggioranza di centrodestra, che della trasparenza amministrativa ha fatto un cavallo di battaglia per disarcionare il centrosinistra?

 

Tra l'altro, i coniugi Naclerio sono anche a processo per abuso edilizio (li difende l'avv. Fernando Cogolato), assieme all'ing. Pitton, per una querelle urbanistica che il legale di controparte Dario Meneguzzo dopo la richiesta del permesso a costruire nel 2012 segnalò come illegittima, e che aveva fatto rizzare le antenne ai coniugi Beniamino Raschietti e Marika Rigon, vicini dei Naclerio, in veste di danneggiati dall'abuso. All'epoca Meneguzzo intimò al Comune e ai Naclerio di fermarsi perché il terreno era vincolato. L'area è aderente alla villa storica di Ca'Latina e c'è una protezione di salvaguardia urbanistica. Pur ugualmente, i Naclerio decisero di andare avanti, dopo un primo diniego, con una successiva domanda richiamandosi al piano casa perché sarebbe stata abitata dal figlio Nicolò, oggi appunto consigliere, che così ottenne il nulla osta comunale. Le ruspe furono accese, l'avvocato Meneguzzo di nuovo intimò al Comune di fermarle perché l'abuso era scolastico, l'Ufficio tecnico guidato da Bortoli fece spallucce («un comportamento incomprensibile», disse il legale) e il patatrac fu confezionato.

 

I Naclerio confidarono anche sulla lentezza della giustizia, ma quando nell'aprile 2015 il Tar alzò la paletta rossa, la casa era finita. I coniugi Raschietti ricorsero al Consiglio di Stato che ribadì che il Comune e i Naclerio avevano sbagliato su tutta la linea. La villetta va demolita. Il Comune in ritardo di quattro anni ne prese atto e ordinò l'abbattimento, nel frattempo i Naclerio sono partiti con la causa sostenendo di essere stati danneggiati anche loro dal Comune che concesse il permesso. Morale, i Raschietti sono stati lesi nei loro diritti dall'edificio abusivo a due passi da casa, pagata cara nella convinzione che nessuno avrebbe lì costruito; i Naclerio, a processo, reclamano giustizia civile perché il Comune anziché dire loro di no ha detto di sì; il Comune è all'angolo perché anche i Raschietti chiederanno i danni mentre il giovane Naclerio, nipote dell'avvocato Brogliato, già vicesindaco, è sbarcato in sala Bernarda. Può rimanerci con i genitori che si dicono traditi dal Comune, da cui pretendono ingenti danni? Come finirà il pasticcio della villetta abusiva?

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