La Lega ai nomadi
«Il reddito?
Così lavorano»

Il campo nomadi di viale Cricoli
Il campo nomadi di viale Cricoli
13.03.2019

VICENZA. Da una parte ci sono le dichiarazioni di Davide Casadio, presidente dei sinti italiani: «Le polemiche che ci sono le fanno solo i razzisti. Tutti hanno diritti secondo la Costituzione italiana, anche rom e sinti - afferma-. Ringraziamo il governo: Salvini, che è per il superamento dei campi nomadi, e Di Maio per il reddito di cittadinanza». In mezzo ci sono le affermazioni di chi vive nel campo di viale Cricoli: «Ho fatto domanda per avere il reddito di cittadinanza. Cosa c’è di male? Siamo qui da cent’anni e ne abbiamo diritto anche noi. Non siamo mica bestie». E dall’altra c’è la risposta di chi i campi nomadi vuole chiuderli: «Sarà piacevole vedere finalmente costoro lavorare gratuitamente per il Comune di residenza, magari prestando servizio in opere di riqualificazione urbana e ambientale», dichiara il deputato Erik Pretto, uno dei fedelissimi di Matteo Salvini. La Lega replica per le rime alle dichiarazioni (e alle richieste) che sono arrivate nei giorni scorsi dall’insediamento di viale Cricoli. A intervenire  è il parlamentare Pretto che porta con sé alcune considerazioni confessando prima di tutto di «apprendere con stupore il compiacimento di Davide Casadio, rappresentante dei rom e sinti, in merito alla possibilità di fruire del reddito di cittadinanza». Il deputato della Lega porta con sé le disposizioni che sono inserite all’interno del reddito di cittadinanza per confermare il proprio “stupore”: «Queste persone dovranno infatti dichiarare i loro redditi e i patrimoni mobiliari ed immobiliari. Ma soprattutto dovranno affrontare un serio percorso di accompagnamento atto a trovare un impiego vero, potendo rifiutare al massimo due proposte di lavoro».
 

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