Frode da un miliardo
Catturato il consulente
che insegna ad evadere

(BULLATOM BULLATOM)
Diego Neri14.10.2016

Lo hanno trovato in un residence sui colli, nella zona dei Castelli Romani, a due passi dalla Capitale. I finanzieri vicentini hanno arrestato, ieri mattina, consegnandogli l’ordinanza di custodia firmata dal giudice Massimo Gerace, Fabio Castaldi. Sarebbe lui la mente della maxi frode all’erario scoperta grazie all’operazione “Round trip”, l’ideologo dell’evasione fiscale. Di certo, l’esperto di diritto internazionale avrebbe provveduto a trasferire a Londra le sedi di almeno un paio di società della banda, per far sparire tutta la documentazione. Tanto, di aziende a lui intestate in Inghilterra ne avrebbe quasi 200. E con lui è stato arrestato dalla polizia croata, a Zagabria, Fabrizio Affuso, 48 anni, di Cosenza, persona di fiducia del capobanda Paolo Majan. Con questi due, salgono a 27 gli indagati arrestati; ne mancano due all’appello.

IL CONSULENTE. Castaldi, 50 anni, di Monte Porzio Catone (Roma), è un personaggio già noto alle cronache giudiziarie vicentine. Per gli inquirenti coordinati dal procuratore Cappelleri e dal sostituto De Munari, ha rivestito un ruolo decisivo all’interno dell’associazione per delinquere. Attraverso la società inglese a lui riconducibile, la “Castaldi lawyer & partners Ltd”, gestisce un singolare sito internet. A dargli una rapida occhiata, appare il paradiso dell’evasore fiscale, anche se di recente ha modificato alcune evidenze. Castaldi spiega di avere studio in Svizzera e a Londra: www.castaldilaywer.eu sembra l’indirizzo giusto per chi le tasse non ha voglia di pagarle. Già riferimento internazionale dello studio “Giada”, l’agenzia vicentina al centro della doppia inchiesta della procura sulle bancarotte favorite o pilotate dal trasferimento fittizio di beni e utili all’estero, lo sarebbe stato anche per il gruppo di Majan. Castaldi avrebbe proposto di tutto, ai suoi clienti. In primo luogo esterovestizioni, cioè “vestiti” stranieri per ditte italiane, che così possono - frodando il fisco e la legge - pagare le tasse in paesi stranieri, ovviamente nei paradisi fiscali. Non a caso, nel menu di scelte che si incontra su internet compaiono le società “off shore”, ma anche “Panama”, le “fiduciarie svizzere”, o il “Lussemburgo”. E ancora il personale in affitto, la protezione immobiliare (protezione da chi? dal fisco, ovviamente, dalla guardia di finanza e dalle procure che potrebbero sequestrarlo). Non mancano le autovetture fiduciarie, cioè quelle con targa estera, asseritamente utili per pagare meno soldi di bollo; o i consigli per aprire una società in Delaware, «la giurisdizione più economica al mondo». Fra le altre, non manca il mercato di «titoli nobiliari». Ieri i detective vicentini, comandati dal colonnello Sciaraffa e dal tenente colonnello Dametto, gli hanno contestato di aver trasferito a Londra, fittiziamente, le sedi di “cartiere” da far fallire e da far intestare al prestanome di Castaldi, Brian Clift. Quelle società che servivano per emettere centinaia di milioni di euro di fatture false. Come “Omnia trade”, che ha ceduto le quote ad una società di Castaldi-Clift, “Politech”, “Aldomotica”. Non solo: avrebbe fatto apparire le conduit estere come facenti parte di gruppi internazionali, quand’erano cartiere.

IL BRACCIO DESTRO. Ieri in cella è finito anche Fabrizio Affuso, calabrese, domiciliato in Croazia, dove è stato arrestato. È ritenuto dai militari del capitano Aloi collaboratore e persona di fiducia di Paolo Majan e Massimo Cattelan, ai vertici dell’associazione per delinquere transnazionale. Per il tramite della società croata “Mogul Doo” di cui era amministratore, consentiva il fallimento, secondo l’accusa, della “Idea Otto srl”, compiendo fittizie operazioni di compravendita di quote societarie della “Idea”; e consentiva poi di far sparire le scritture contabili della “Gold eggs srl” della quale era sempre amministratore. Una pedina preziosa per i traffici, ritenuti illeciti, dell’intera banda.