False paternità
a pagamento
per asilo politico

Il soccorso di un neonato appena arrivato in Italia
Il soccorso di un neonato appena arrivato in Italia (ARCHIVIO)
Valentino Gonzato 17.05.2018

VICENZA. False paternità per ottenere la protezione umanitaria. L’ultimo stratagemma adottato dagli aspiranti profughi per cercare di assicurarsi più facilmente il permesso di soggiorno è quello di riconoscere il figlio di una sconosciuta, dietro pagamento, spacciandosi per il padre naturale del bambino. Ad alzare il velo sul fenomeno sono state alcune cooperative che si occupano dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Negli ultimi mesi la commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale ha smascherato cinque coppie di falsi genitori. Si stima, però, che almeno il cinque per cento degli stranieri che adotta questo sistema, dietro al quale potrebbe celarsi un’organizzazione criminale, riesca a superare i controlli.