Il tour della memoria Alpini nei cimiteri veneti

Una manifestazione in montagna con le penne nere. FADDA
Una manifestazione in montagna con le penne nere. FADDA
Antonella Fadda 30.11.2018

Una rosa per i compagni d’arma che sono andati avanti. Ogni anno il gruppo alpini di Creazzo, nel mese di dicembre, non dimentica mai di ricordare gli associati che sono mancati e porta nella loro tomba una piccola composizione di fiori. E non importa se sono sepolti lontano, se bisogna macinare chilometri per raggiungere i cimiteri. Le penne nere si mettono in auto e raggiungono anche i camposanti fuori provincia pur di rendere gli onori a chi non c’è più. «Andiamo non solo a Creazzo – spiega il capogruppo, Giuseppe Notarangelo – ma anche nei paesi vicini e quelli più lontani come Camisano, Recoaro, Asiago e Falcade, in provincia di Belluno». Sono quaranta infatti i “veci” e i “bocia” che facevano parte dell’associazione creatina e che oggi non ci sono più. Tutti loro vengono ricordati uno ad uno, con una visita davanti alla loro sepoltura, la deposizione dei fiori e il saluto finale. «Ci sembra un modo per ricordarli sempre e comunque – prosegue Notarangelo – e le loro famiglie non mancano mai di ringraziarci e ci sono sempre molto grate». Come accade alla vedova di un alpino vicentino che conserva in casa le ceneri del marito. «Andiamo a casa sua a portare i fiori e lei immancabilmente ci aspetta. Si commuove ogni volta perché sa che non dimentichiamo mai. Il momento delle preghiera, dell’omaggio ai nostri amici scomparsi diventa un rito toccante». E non conta che la tomba sia vicina o lontana, per gli alpini di Creazzo il ricordo è indelebile. «Era iscritto al nostro gruppo anche l’alpino che è sepolto nella provincia bellunese. Anche in questo caso andiamo da lui con il piccolo mazzo, anche lui viene ricordato con gli onori che merita». Ma non solo il ricordo, la storia e trasmettere la memoria alle generazioni future sono alcuni dei tratti distintivi delle penne nere di Creazzo. Gli alpini, infatti, nella ricorrenza del Centenario della Grande Guerra hanno deciso di onorare i caduti con manifestazioni che hanno coinvolto in particolare il mondo della scuola. “ L’esperienza “Suoni ed echi dal fronte”, promossa dall’istituto comprensivo in collaborazione con il nostro gruppo è stata segnalata, su invito dell’ufficio scolastico regionale – afferma il capogruppo - al seminario nazionale “Cittadinanza e Costituzione” che si è svolto lo scorso ottobre a Firenze». Qualche mese fa gli stessi alpini hanno accompagnato 160 fra ragazzi ed insegnanti della scuola media Manzoni sul Monte Cengio ed ai cimiteri di Val Magnaboschi. «È stata una giornata indimenticabile e tutto ciò ci ha spronato a compiere un ulteriore sforzo per onorare chi cent’anni or sono ha lasciato la propria vita sui nostri monti. Il 25 ottobre, quindi, abbiamo accompagnato, 120 ragazzi al museo della “Grande Guerra” di Rovereto». Tutti insieme sono poi andati alla Campana dei Caduti dove i ragazzi hanno cantato. «È stato molto emozionante, lo sguardo verso la valle alle pendici dei monti teatro di grande sofferenza, la campana fusa con le armi di tutti quegli eserciti che hanno combattuto e le canzoni cantate dagli studenti hanno creato momenti di grande commozione che hanno lasciato il segno in noi alpini ma, crediamo, anche nei ragazzi», osserva. Gli iscritti all’associazione sono circa 220 ma coloro che sono attivi nelle diverse manifestazioni sono otto. Il numero però non li spaventa sebbene il capogruppo ammetta «Se qualche pensionato si unisse a noi ci farebbe davvero molto piacere», e fra le varie iniziative, promosse ogni anno, c’è l’immancabile marronata. «Cuociamo in media circa 4.5 quintali di caldarroste per tutti gli alunni dei plessi scolastici di Creazzo – conclude Notarangelo -: asili. scuole elementari e medie, e pure per l’università adulti anziani». • © RIPRODUZIONE RISERVATA