Bufera sull’Ipab: ipotesi commissario

Il Cda di Ipab ha annunciato le dimissioni con una conferenza stampa
Il Cda di Ipab ha annunciato le dimissioni con una conferenza stampa
NI.NE. 28.11.2018

E ora che succede all’Ipab di Vicenza? La domanda, dopo tre giorni di bufera, è lecita. Il Cda ha presentato le sue dimissioni, Francesco Rucco ha replicato piccato, a loro volta i consiglieri dimissionari sono andati all’attacco e ora il primo cittadino respinge nuovamente le accuse. Tra tante polemiche, però, resta una grande incognita: chi prenderà la guida dell’ente assistenziale di San Pietro. Niente è stato deciso, ma la sensazione, sentendo le dichiarazioni dei diretti interessati, è che per l’Ipab si possa aprire una nuova fase di commissariamento, dopo l’ultima che ha visto la presenza di Francesco Zantedeschi. A lasciare le porte aperte è lo stesso Rucco. Poche ore dopo le dimissioni del Cda era stato chiaro («Mi rimetto alla Regione - aveva affermato - da cui attendiamo di sapere se sarà necessario prevedere un commissariamento temporaneo. In caso contrario provvederemo quanto prima a nominare il nuovo Cda») e anche nella giornata di ieri il sindaco ha specificato che per l’ente assistenziale «o ci sarà una fase di commissariamento oppure nomineremo un nuovo Consiglio di amministrazione». Sul punto Manuela Lanzarin, assessore regionale ai servizi sociali, non si sbilancia: «La decisione - spiega - verrà presa una volta che avremo gli esiti dell’ispezione. Solitamente un commissario viene nominato quando dalle analisi emergono situazioni che rischiano di mettere in difficoltà l’ente, soprattutto dal punto di vista economico. Nel caso di Ipab attendiamo di avere delucidazioni sulle sanzioni e sulla situazione di bilancio. Tra un paio di settimane riusciremo a capire come proseguire con la governance». Nel frattempo continua il botta e risposta. Alla nuova accusa del Cda («Se il sindaco Rucco e la sua disinformata capogruppo Simona Siotto si sentono così sicuri di quanto affermano, ci domandiamo perché non ci querelino, o meglio ancora, perché non si rendano disponibili ad un pubblico dibattito? Rimaniamo a disposizione, come lo siamo stati nei mesi in cui abbiamo atteso una disponibilità del sindaco a riceverci, mentre egli, ovviamente, afferma il contrario. Peccato per lui che noi si abbia prova documentale anche di questo») replica il sindaco: «Non ci sarà nessuna querela - risponde - ma ribadiamo che da parte del Cda non c’è stata alcuna trasparenza; noi ne abbiamo preso atto e loro si sono dimessi». Per quanto riguarda il futuro, il sindaco manda un messaggio: «Ora - aggiunge - pensino a lavorare per quel periodo strettamente necessario a non perdere i 5 milioni: la data cruciale è il 15 dicembre. Bisogna operare per il bene degli ospiti; non ci sono dibattiti o querele». • © RIPRODUZIONE RISERVATA