Trapianto infetto
«Elisa morta
per un errore»

Dopo sei anni la verità sulla morte di Elisa Bedin. ARCHIVIO
Dopo sei anni la verità sulla morte di Elisa Bedin. ARCHIVIO
21.05.2018

ALTAVILLA. Sei anni per ricostruire la verità, attraverso un percorso extra giudiziale condotto dai familiari. Per darsi pace. Per fare giustizia. Perchè la vita di una giovane donna, una figlia, una sorella, non rimanga solo un caso. Quella che Gilio Bedin, sua moglie Rosanna, e la loro primogenita Lara, hanno voluto raccontare  è una vicenda dolorosa: «Elisa è morta a 29 anni per un errore, dopo che le era stato trapiantato un polmone infetto».

Quello che ha affrontato Elisa Bedin, morta nel 2012, è stato un vero calvario. Malata di fibrosi cistica fin dalla nascita, si era sottoposta ad un trapianto di polmoni un anno prima. «Un trapianto riuscito, senza nessun intoppo secondo i medici. Ma che ci ha portato via nostra figlia dopo mesi di sofferenze, per un errore in sala operatoria - spiega la famiglia che risiede a Valmarana di Altavilla -. Prima c'è stata un'ischemia. Poi il cancro». 

L'errore nel corso delle cure somministrate ad Elisa lo ha accertato un pool di medici, legali e avvocati che hanno dibattuto per sei anni il caso per conto della famiglia Bedin. Una vicenda che ora si è chiusa con un risarcimento da parte dell'ospedale dove la donna era stata trapiantata. «Uno dei polmoni proveniva da una donatrice in fase terminale. Era compatibile ma "ricoperto di sostanza purulenta" c'è scritto nei referti. Ha causato una infezione fulminea nel corpo di nostra figlia. Le è mancato l'ossigeno a causa della temperatura corporea altissima» afferma Gilio Bedin.