Si è inventato la rapina Arriva la condanna bis

L’interno del tribunale di Vicenza
L’interno del tribunale di Vicenza
14.02.2019

Già condannato a un anno e mezzo di reclusione nel 2009 per simulazione di reato (aveva denunciato di essere stato vittima di una rapina commessa da due banditi che gli avevano portato via 182 mila euro) e tentata truffa all’assicurazione; l’altro giorno, Antonio Casarotto, 52 anni, di Vicenza, è stato nuovamente condannato ad altri sei mesi (in continuazione) dopo che aveva usato la scusa della rapina per chiedere a due conoscenti la somma di 35 mila euro. Una richiesta di denaro motivata dal fatto che proprio a causa della (finta) rapina era finito in grave difficoltà economiche. L’imputato, difeso dall’avvocato Carlo Canal, aveva assicurato alle due donne, entrambe vicentina, di 54 e 62 anni, che avrebbe restituito loro la somma prestata non appena avrebbe ottenuto il risarcimento da parte dell’assicurazione. Circostanza, ovviamente, mai avvenuta, visto che quel blitz (denunciato nell’ottobre 2008) non era di fatto mai avvenuto. In quel periodo Casarotto era titolare dell’azienda orafa Caber Gold con sede ad Arcugnano. E i sedicenti rapinatori, aveva raccontato all’epoca ai carabinieri l’imprenditore, lo avevano sorpreso in auto sfondandogli il finestrino e portandogli via una valigetta contenente oltre dieci chili d’oro per un valore superiore ai 180 mila euro. L’altro giorno il tribunale collegiale presieduto dal giudice Toniolo oltre ad avere condannato Casarotto a sei mesi di reclusione ha anche stabilito che dovrà risarcire le due amiche truffate della somma complessiva di 18 mila euro. Una cifra a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali e non subiti dalle due donne a causa della condotta del 52enne. La condanna al risarcimento del danno, ha stabilito il collegio, è provvisoriamente esecutiva. E l’imputato, se vorrà beneficiare della sospensione condizionale della pena dovrà risarcire le due amiche, titolari dell’immobile che all’epoca l’imprenditore aveva preso in affitto per sistemare il suo laboratorio orafo, entro il termine di un anno dal passaggio in giudicato della sentenza. Le due amiche avevano scoperto di essere state truffate da Casarotto dopo che la notizia della finta rapina ai danni dell’orafo era stata pubblicata sui giornali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA