Marito e moglie muoiono a distanza di ventiquattro ore

Adriano Galvanin, 83 anni, e Diana Crisetig di 77  in un momento felice. NICOLI
Adriano Galvanin, 83 anni, e Diana Crisetig di 77 in un momento felice. NICOLI
Luisa Nicoli 24.01.2019

Oltre 60 anni di vita insieme. Trascorsi tra il Belgio e Altavilla. Da dove la storia della famiglia Galvanin è partita. Un amore grande. Diventato ancora più forte quando i problemi di salute, con il trascorrere del tempo, hanno cominciato a bussare alla porta della loro casa in via Paganini. Adriano Galvanin, 83 anni, e la moglie Diana Crisetig, 77 anni, originaria di Grimacco, in provincia di Udine, artista per passione, di sculture in particolare, hanno perso la vita a poche ore di distanza. «E’ come se si fossero chiamati, se uno fosse andato a cercare l’altro» racconta con commozione la figlia Katia Galvanin. Mamma Diana, colpita dall’Alzheimer, dallo scorso anno era ricoverata all’Ipab “La Pieve” di Montecchio Maggiore. «Dove ha trovato una seconda famiglia, persone splendide» precisa la figlia. Papà Adriano invece, già colpito dalla malattia della moglie emersa sei anni fa, qualche giorno fa era stato ricoverato all’ospedale di Arzignano. «Diceva di non sentirsi bene - continua Katia – senza sapere che nelle stesse ore mamma si era aggravata. Poi è peggiorato anche lui. E in ospedale faceva spesso il nome di mamma». Diana Crisetig ha chiuso gli occhi per sempre alle 3.40 di domenica mattina. E Adriano Galvanin l’ha seguita nella notte. Lasciando nel dolore i figli Katia, 50 anni, Antonio, 57 anni, e tutti i familiari. La notizia della scomparsa della coppia, così vicina anche nella morte, ha colpito la comunità di Altavilla. Dove per tutti Adriano Galvanin era “il belga”. «Mamma e papà si sono conosciuti a Bruxelles – racconta Katia – dove i nonni Antonio Galvanin e Maria Pausa Ines, emigranti partiti da Altavilla, avevano aperto un ristorante. Intitolato proprio a Ines. Attività per cui nonna ha ricevuto onori e riconoscimenti. A farli incontrare una comune conoscenza. Si sono sposati nel 1961 e mamma Diana, che era iscritta alle Belle Arti, ha iniziato a lavorare al ristorante di famiglia, era davvero una brava cuoca. Io e mio fratello Antonio siamo nati e vissuti a Bruxelles fino al 1992. Ma ogni estate tornavamo ad Altavilla, dove c’era comunque casa di nonna. Una tappa lì e una a Grimacco, in Friuli, il paese di mamma. E’ così che per tutti papà Adriano è diventato il belga». Nomignolo che gli è rimasto anche dopo il 1992, quando la famiglia si è nuovamente trasferita ad Altavilla. «Siamo tornati in Italia perché mamma e papà volevano vivere tranquillamente, erano stanchi del ristorante, era stressante. Volevano cambiare stile di vita. A Bruxelles abitavamo in centro, lontani dal verde, e loro sognavano una bella casetta con il giardino. Quella in cui hanno vissuto da allora qui. Era il loro paradiso. Ci stavano bene. Papà Adriano era il classico uomo di una volta, mamma aveva una dolcezza che riusciva ad ammorbidire le sue angosce o preoccupazioni. Prendevano tutte le decisioni insieme: anche se lui tendeva a fare il padre di famiglia, lei non mollava, da friulana testarda, e alla fine trovavano sempre un compromesso. Li ha legati un grande amore. Se ne sono andati praticamente insieme». Dopo la cremazione, per scelta della coppia, riposeranno fianco a fianco nella tomba di famiglia nel cimitero di Altavilla. • © RIPRODUZIONE RISERVATA