«L’A4 è un inferno, servono barriere»

Luisa Nicoli 13.02.2018

Il sindaco di Altavilla Claudio Catagini scrive alla Società Autostrade Brescia-Padova. Ancora una volta. Per il problema barriere acustiche mancanti o non adeguate lungo il tratto autostradale che praticamente attraversa tutto il territorio comunale. Catagini chiede l’installazione tempestiva dove non esistono barriere e la sostituzione di quelle posizionate con altre maggiormente performanti. Per ridurre gli effetti nocivi dell’esposizione al rumore ambientale. «Abbiamo scritto tante volte alla Società Autostrade – ricorda il sindaco – fino a questo momento senza risultato e con risposte insoddisfacenti. Quando va bene, ci dicono che procederanno tra dieci o 15 anni. Ma non intendiamo aspettare così a lungo». Stavolta però alla lettera del sindaco, la prima era stata inviata nel 2009 e da allora ne sono seguite diverse altre, sono allegate anche 526 firme di cittadini che chiedono una soluzione definitiva del problema. Una sorta di “Comitato per le barriere autostradali” sorto di recente, a testimonianza «del diffuso disagio – si legge nella lettera firmata dal sindaco – a cui sono sottoposti i cittadini a tutte le ore del giorno e non si escludono, visto lo stress, altre loro più eclatanti iniziative. Risulta fin troppo evidente che non sono più disposti ad aspettare i vostri tempi biblici». Cittadini che hanno fatto sentire la loro voce di protesta anche in Comune, scrivendo all’Amministrazione. «Abito in via Milano da 18 anni – denuncia Aleardo Aleardi – e in pratica conviviamo con l’autostrada. Il problema principale è il rumore, che disturba soprattutto di notte e quando piove, ma anche di giorno. D’estate è impossibile stare seduti fuori, bisogna alzare la voce per parlare. In questa strada tra l’altro le barriere acustiche non ci sono proprio. Non capisco perché: le hanno messe in tratti in cui intorno ci sono campi e non in mezzo al paese. Tra l’altro noi confiniamo con l’area di servizio. Prima c’erano alcuni alberi, che la Società Autostrade ha fatto tagliare, e adesso c’è solo una rete di recinzione bassissima. C’è gente che la salta e approda direttamente in via Milano. Perché non fanno niente?». Situazione diversa ma altrettanto difficile per la famiglia Pilastro Cusinati che abita in via Valletta al civico 1. «Un disastro – lamenta Giovanni Cusinati – oltre al rumore abbiamo le crepe sulle pareti di casa e le vibrazioni negli anni stanno facendo spostare i coppi sul tetto. A 30 metri dall’autostrada abbiamo abitazione e azienda agricola e, qualche anno fa, un camion ha perso ruota e annesso cerchione, parliamo di qualche quintale di peso, arrivati a cinque metri dal muro di casa. C’è ancora la rete danneggiata. In questo tratto dell’autostrada non ci sono barriere e nemmeno guard rail. Dal nostro terreno è separata da una rete molto bassa e un piccolo fossato, ma ogni volta che un veicolo esce di strada finisce nel campo di nostra proprietà. La scorsa estate un’auto ha rotto la recinzione per un incidente, non l’hanno ancora aggiustata. Oltre al rumore c’è anche un problema di sicurezza. Magari mettessero finalmente le barriere. Senza contare i rifiuti che arrivano dall’autostrada». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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