Arriva la tassa di soggiorno, è polemica

L’imponente fascino di villa Valmarana Morosini, sede del Cuoa. ARCHIVIO
L’imponente fascino di villa Valmarana Morosini, sede del Cuoa. ARCHIVIO
Luisa Nicoli 23.12.2018

Accende il consiglio comunale di Altavilla l’approvazione del regolamento per l’imposta di soggiorno. Istituzione passata a maggioranza, con il voto contrario di Alessandro Ugone, gruppo indipendente, e l’astensione delle minoranze e dei due ex rappresentanti della civica “Catagini” Roberto Marino e Lisa Melison. La delibera non è ancora operativa, ci vorranno i 60 giorni dalla pubblicazione, ma prevede di far pagare a chi soggiornerà nel comune un euro al giorno per bed & breakfast e camere in affitto, e due euro per altre tipologie di alberghi. «Meno di Creazzo e Vicenza» precisa subito il sindaco Claudio Catagini. L’imposta si paga per i primi cinque giorni di permanenza, indipendentemente poi dal tempo totale in cui si deciderà di restare ad Altavilla. Sono esentate le persone disabili, gli appartenenti alle forze di pubblica sicurezza, i volontari di supporto ad eventi di emergenza o calamità e i dipendenti delle strutture alberghiere. «Ma non i minori di 14 anni e le persone oltre i 60 – ha detto in consiglio Alessandro Ugone – sono basito da questa proposta, che non tutela le categorie deboli. Una decisione calata dall’alto, senza che ci sia stato alcun confronto con gli operatori del settore, che sono preoccupati da questa scelta di introdurre l’imposta di soggiorno. In previsione sul bilancio ci sono 80 mila euro, è una cifra notevole. Questa è una nuova tassa a tutti gli effetti e significa che adesso, per soggiornare ad Altavilla, bisognerà pagare». «Ci asteniamo perché non sono stati coinvolti gli operatori locali che vedono così aumentare il prezzo dei pernottamenti senza incassare nulla - rincara Francesco Albera della civica Vince Altavilla - abbiamo inoltre alcune perplessità in merito ad un effettivo aumento del turismo. Non abbiamo ricevuto risposta sul calcolo del gettito visto in bilancio e sull’utilizzo concreto di tale importo». Ma il sindaco Claudio Catagini ribatte deciso. «Intanto abbiamo approvato il regolamento e ci sono 60 giorni di tempo prima dell’operatività. Durante questo periodo ci confronteremo con gli albergatori e valuteremo il da farsi. Insomma l’imposta è stata istituita ma non ancora in vigore. E non la pagheranno i cittadini ma chi verrà ad Altavilla e andrà a beneficio della comunità». Il sindaco spiegato poi la scelta. «Facciamo parte di un circuito turistico con altri Comuni, tra cui Arzignano e Montecchio, con i quali stiamo sviluppando una serie di progetti: l’obiettivo è di far aumentare le presenze di turisti nel nostro territorio. Ad Altavilla ci sono la Rocca, alcune chiese, Villa Valmarana Morosini da poter visitare. Abbiamo quindi pensato all’imposta di soggiorno per cercare di portare ricchezza al nostro territorio». «Con la parrocchia di Tavernelle e la diocesi di Vicenza - conclude - si è ipotizzato di far entrare la chiesetta Morosini, in fase di ristrutturazione, in un punto di arrivo dei pellegrinaggi della Romea Strata, che va dal nord verso Roma. Ma tutti questi progetti hanno bisogno di supporto e finanziamenti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA